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Decreto scuola: azzerati i poteri del CSPI, via libera ai concorsi (e non solo)

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Il decreto legge che è stato annunciato dalla ministra Azzolina e che potrebbe essere approvato dal Governo già nelle prossime ore contiene una norma di particolare importanza che riguarda il funzionamento del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione). Di fatto la norma azzera i poteri e le prerogative del Consiglio fino al termine del periodo di emergenza che, per il momento è fissato, al 31 luglio come da delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio scorso.

Ma, nel concreto, in cosa consistono i poteri del CSPI?

Intanto dobbiamo ricordare che il CSPI è il massimo organo di rappresentanza della scuola e, nella sua composizione attuale, entrò in funzione nel gennaio del 2016.

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Dal CNPI al CSPI

In precedenza analoghe funzioni erano svolte dal  CNPI (Consiglio nazionale della pubblica istruzione) che aveva però un numero di membri doppio (71 contro i 36 attuali) ed era presieduto direttamente dal Ministro dell’Istruzione mentre ora il presidente viene eletto fra tutti i componenti.

Nel 1999 il decreto legislativo 233 definì la nuova composizione e le nuove competenze del CSPI: 36 membri, come si è detto, per metà nominati dal Ministro e per metà eletti in rappresentanza di organizzazioni sindacali e associazioni professionali.
Dopo il 1999 il vecchio CNPI venne prorogato più volte, fino a quando nel 2015 il Governo decise di dare attuazione a quanto previsto dal decreto 233; furono indette le elezioni e, a inizio 2016, il CSPI si insediò, ma con compiti più ridotti rispetto al passato.

I nuovi compiti del CSPI

Al CSPI vennero infatti sottratte le competenze relative alla gestione del personale: il CNPI, infatti, aveva titolo a esprimere pareri obbligatori e vincolanti in fatto di procedimenti disciplinari e di trasferimenti d’ufficio per incompatibilità ambientale.

Rimasero invece fermi i poteri relativi all’ordinamento scolastico.
Il CSPI, infatti, può formulare proposte in ordine alla promozione della sperimentazione e della innovazione ed può esprime, o su richiesta del Ministro o di propria iniziativa, pareri su proposte o disegni di legge a altri atti amministrativi (ordinanze e decreti ministeriali) attinenti al sistema scolastico.
In genere si tratta di pareri obbligatori ma non vincolanti; ciò significa che il Ministero è tenuto ad acquisire il parere del CSPI ma non è obbligato a seguirne le indicazioni (in tal caso però è tenuto ad esplicitare i motivi per cui ritenga di discostarsene).

Adesso, il decreto legge in fase di approvazione, prevede che – almeno fino al 31 luglio, il Ministro possa emanare ogni atto amministrativo anche senza il parere del CSPI.
Tra questi atti ci sono anche i bandi di concorso che, a questo   punto, potrebbero procedere in modo più spedito.

Leggi anche l’intervista al presidente del CSPI, Francesco Scrima

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