Tetto di alunni stranieri, divieto di burqa e tanti altri provvedimenti relativi alla scuola: il decreto legge sulla scuola, annunciato nelle scorse settimane dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, non senza polemiche – è stato approvato il 24 settembre dal Consiglio dei Ministri.
Ecco cosa aveva detto il ministro Valditara in conferenza stampa dopo il Cdm: “Iniziamo dal Pei, non sarà più necessario che ogni anno i genitori definiscano il Piano. Si taglia la burocrazia, si riducono gli adempimenti, ci sono 70 milioni per i tutor”.
“C’è anche il fascicolo del docente, per facilitare la vita del personale scolastico, non dovranno più essere fornite certificazioni di vario genere. La misura che rende tutti gli istituti superiori licei è molto importante, valorizza un settore strategico”.
Nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre il decreto è approdato finalmente in Gazzetta Ufficiale. Ecco cosa c’è scritto all’articolo 3 del decreto, il decreto legge 30 settembre 2026, n. 170:
Il comma 1 intende promuovere la semplificazione e l’innovazione tecnologica dei servizi amministrativi nelle scuole italiane.
Per raggiungere tale scopo, il Ministero dell’istruzione e del merito (MIM) è tenuto ad adottare un programma biennale per lo sviluppo dei servizi digitali integrati all’interno del SIDI (Sistema Informativo dell’Istruzione). Le azioni specifiche riguardano: