La direttiva sui metal detector a scuola emanata lo scorso gennaio dai ministri Piantedosi e Valditara è stata applicata a Roma. La decisione è maturata nel corso del tardo pomeriggio di ieri, quando il Questore di Roma, in sinergia con il Prefetto, ha disposto l’attuazione di controlli presso le sedi scolastiche di un istituto dopo la segnalazione pervenuta da parte della dirigente, in seguito all’acquisizione della notizia di un rischio, seppur potenziale e non meglio circostanziato, di azioni controindicate che si sarebbero potute verificare nella mattina odierna.
La misura, come scrive la Polizia di Stato, che ha visto l’attivazione di una cornice di sicurezza anche con l’utilizzo di metal detector portatili, ha consentito di garantire l’afflusso dei discenti, del corpo docente e maestranze all’interno delle sedi didattiche senza alcuna criticità, così certificando la neutralizzazione del rischio paventato.
La misura attuata dà seguito per la prima volta dall’inizio dell’anno scolastico 2026/2027 alla direttiva congiunta varata dal Ministro dell’Interno e del Ministro dell’Istruzione e del Merito del gennaio 2026.
Ma di quale rischio aveva paura la dirigente scolastica? Come riporta Roma Today, tutto è nato da un messaggio comparso nella chat degli studenti. Un tam-tam social di presunte azioni violente nella scuola. Una voce arrivata alle orecchie della dirigente scolastica che ha così valutato il da farsi, contattando le forze dell’ordine.
La misura arriva dopo che, sulla pagina Instagram “spotted” del liceo, erano comparse ripetute minacce anonime relative a una possibile sparatoria all’interno della scuola.
“Pensare che la risposta a questi problemi possa essere la presenza della polizia e l’introduzione di metal detector nelle scuole è semplicistico – spiega Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio –. La scuola deve essere un luogo di formazione, non una caserma. Servono strumenti capaci di garantire sicurezza senza trasformare gli istituti in luoghi di controllo e paura”.