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07.10.2026

Decreto scuola: inzia al Senato l’esame del decreto. Emendamenti entro il prossimo 20 ottobre

È iniziato in Commissione Cultura del Senato l’esame del decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, il provvedimento che contiene una serie di misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027 e accompagnare le riforme previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il testo interviene su un ampio ventaglio di temi: sostegno agli alunni con disabilità, contrasto alla dispersione scolastica, welfare studentesco, digitalizzazione, istituti tecnici e professionali, integrazione degli studenti stranieri, edilizia scolastica, formazione superiore e ricerca.

Il provvedimento è articolato in quattro capi e 15 articoli. La discussione generale è prevista a partire dalla prossima settimana, mentre il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è stato fissato alle ore 10 del 20 ottobre.

Più attenzione al sostegno e ai PEI

Uno dei primi interventi riguarda gli alunni con disabilità. Il decreto modifica la disciplina dei Piani educativi individualizzati (PEI).
La principale novità riguarda i tempi: la definizione e l’aggiornamento del PEI vengono anticipati, con l’obiettivo – secono il Ministero – di arrivare a una maggiore certezza nella quantificazione del fabbisogno di ore di sostegno e nella conseguente organizzazione delle attività didattiche.

70 milioni per orientamento, inclusione e contrasto alla dispersione

Per sostenere le attività di orientamento, inclusione e contrasto alla dispersione scolastica è previsto un incremento del Fondo per la valorizzazione del personale scolastico: 30 milioni di euro per il 2026 e 40 milioni per il 2027.
Il decreto interviene anche sulla digitalizzazione dell’amministrazione scolastica. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà adottare un programma biennale per sviluppare i servizi digitali del Sistema informativo dell’istruzione (SIDI), con particolare attenzione alla gestione del personale e delle procedure amministrative.
È inoltre prevista una piattaforma unificata per i processi di programmazione e valutazione delle istituzioni scolastiche.

Torna il Latino alle medie

Tra le disposizioni più significative c’è anche l’introduzione dell’insegnamento facoltativo di Latino per l’educazione linguistica (LEL).
A partire dall’anno scolastico 2027/2028, gli studenti dal secondo anno della scuola secondaria di primo grado potranno scegliere un’ora aggiuntiva settimanale di Latino, per un totale di 33 ore annuali.

Più risorse per libri e contrasto al cyberbullismo

Sul fronte del welfare studentesco, il decreto stanzia ulteriori 21 milioni di euro nel 2026 per la fornitura gratuita, totale o parziale, dei libri di testo.
Cambia inoltre la gestione del fondo destinato a sostenere le famiglie nell’acquisto dei libri scolastici, che passa dal Ministero dell’Interno al Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’obiettivo è consentire l’erogazione dei contributi direttamente attraverso gli Uffici scolastici regionali, senza il precedente passaggio attraverso il riparto tra i Comuni.
Arrivano anche nuove risorse contro il cyberbullismo: il relativo fondo viene incrementato di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

Dalla Scuola europea di Brindisi al Friuli-Venezia Giulia

Il provvedimento dedica misure specifiche alla Scuola europea di Brindisi, istituzione di particolare rilievo per la presenza sul territorio della comunità internazionale e della base logistica delle Nazioni Unite.
Tra le novità figura la possibilità di attivare, nel biennio conclusivo della scuola secondaria superiore, l’International Baccalaureate Diploma Programme, uno dei percorsi pre-universitari maggiormente riconosciuti a livello internazionale.
Interventi specifici sono previsti anche per le scuole del Friuli-Venezia Giulia. Per affrontare la carenza di docenti di madrelingua tedesca nelle scuole statali bilingui, la Regione potrà finanziare contratti a tempo determinato con docenti madrelingua o esperti nell’insegnamento del tedesco, anche privi dell’abilitazione richiesta dalla normativa ordinaria.

Aumentano le risorse per i dirigenti scolastici

Il decreto prevede inoltre un incremento di 14 milioni di euro per il 2026 del Fondo destinato alle retribuzioni di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici.
L’obiettivo dichiarato è proseguire il percorso di armonizzazione delle retribuzioni dei dirigenti scolastici con quelle della restante dirigenza pubblica di livello non generale.
Altri 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 vengono destinati ai percorsi formativi sull’educazione al rispetto, alle relazioni e al contrasto di ogni forma di violenza di genere.
Tra le altre misure figurano la proroga della possibilità di accedere ai concorsi per insegnanti tecnico-pratici con il diploma previsto dal precedente ordinamento e la proroga per altri due anni scolastici del Gruppo di supporto alle scuole impegnate nell’attuazione del PNRR.

PNRR, più tempo e risorse per completare le riforme

Una parte consistente del decreto è dedicata al completamento delle misure del PNRR di competenza del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Per il 2026 vengono stanziati ulteriori 5 milioni di euro per il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, destinati a remunerare il lavoro straordinario svolto dal personale scolastico in relazione alle scadenze e agli adempimenti conclusivi delle riforme del PNRR.
Il decreto interviene anche sugli istituti tecnici e professionali, modificandone il monte ore nell’ambito dell’attuazione della riforma prevista dal Piano.

Una delle novità più rilevanti riguarda la denominazione: gli istituti tecnici e professionali dovrebbero assumere, rispettivamente, il nome di “licei tecnologici” e “licei professionali”. Secondo la relazione illustrativa, la modifica punta a valorizzare la pari dignità culturale ed educativa dei percorsi tecnici e professionali e il loro ruolo nella formazione delle competenze richieste dall’innovazione e dallo sviluppo economico.

Il decreto contiene inoltre misure per garantire la continuità degli interventi di edilizia scolastica finanziati dal PNRR che non siano stati conclusi entro la scadenza prevista dal Piano.

Integrazione degli studenti stranieri: nuovi obblighi per scuole e famiglie

Uno dei capitoli più delicati riguarda l’integrazione degli studenti stranieri.
Il decreto prevede che le scuole segnalino ai servizi sociali i casi in cui persistenti barriere linguistiche dei genitori stranieri ostacolino concretamente l’integrazione scolastica dei figli e il loro percorso educativo.
In queste situazioni potrà essere predisposto un progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità, comprendente anche un percorso gratuito di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana. In presenza delle condizioni previste dalla norma, i genitori saranno tenuti a frequentarlo.
Il provvedimento introduce inoltre il divieto, durante le attività curriculari ed extracurriculari, di partecipare con il volto coperto o comunque non riconoscibile. Sono previste eccezioni per specifiche e certificate ragioni sanitarie o per motivi legati alle attività didattiche e formative.

Classi multiculturali, limite del 30 per cento

Un’altra misura destinata a suscitare particolare attenzione riguarda la composizione delle classi.
A partire dall’anno scolastico 2027/2028, le scuole dovranno organizzare le classi iniziali tenendo conto della presenza di studenti con cittadinanza non italiana e del loro percorso scolastico precedente.
Nella scuola primaria, il numero degli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia o che non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia non potrà superare il 30 per cento degli iscritti in ciascuna classe prima.
Nella scuola secondaria di primo e secondo grado, il limite del 30 per cento riguarderà gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano completato con esito positivo almeno tre anni scolastici.
Per le scuole nelle quali non sarà possibile rispettare questi limiti è previsto un fondo specifico per il potenziamento delle competenze linguistiche di base in italiano: 3,4 milioni di euro nel 2027 e 14,14 milioni di euro annui a partire dal 2028.

Università e ricerca, spazio a Horizon Europe e Piano Mattei

L’ultimo blocco di interventi riguarda la formazione superiore e la ricerca.
Il decreto modifica, tra l’altro, la disciplina relativa ai progetti finanziati dalle azioni di mobilità Marie Skłodowska-Curie, eliminando alcune restrizioni temporali considerate penalizzanti per i ricercatori coinvolti.
Sono inoltre previste misure per garantire la partecipazione italiana ai partenariati europei di ricerca e innovazione nell’ambito di Horizon Europe 2021-2027 e per rafforzare le iniziative di ricerca e innovazione con i Paesi partner nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa.

Ora il confronto in Commissione

La Commissione Cultura avvierà la prossima settimana un ciclo di audizioni, mentre i gruppi parlamentari potranno indicare i soggetti da ascoltare entro le ore 11 dell’8 ottobre.
La discussione generale partirà dalla prossima settimana. Gli emendamenti e gli ordini del giorno dovranno invece essere presentati entro le ore 10 del 20 ottobre.Il testo è dunque destinato a essere sottoposto a un confronto parlamentare articolato, su un provvedimento che interviene contemporaneamente sull’organizzazione della scuola, sul sostegno agli studenti, sull’integrazione, sul personale, sull’attuazione del PNRR e sul sistema della ricerca.

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