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Di Maio contestato dai docenti precari: se questo governo deve partire, lo si faccia dalla scuola

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Non ha ancora iniziato il mandato governativo, non è certo che ciò avvenga, ma Luigi Di Maio, leader politico del Movimento 5 Stelle, ha già incassato la prima protesta da parte dei docenti precari. Certo, erano un gruppetto sparuto, ma è significativo di ciò che attende Di Maio qualora il suo raggruppamento politico dovesse diventare parte attiva del nuovo esecutivo assieme alla Lega Nord.

“Lottiamo con classe”

La mini-protesta si è svolta, il 12 maggio, davanti al Pirellone mentre il leader “grillino”, lasciava il palazzo dove si è tenuto il vertice M5S-Lega sul programma di governo.

Una mezza dozzina di persone, scrive il cronista dell’Ansa, tenendo in mano uno striscione con scritto “Lottiamo con classe”, ha urlato al megafono: “Siamo insegnanti della scuola primaria. Se questo governo deve partire deve farlo dalla scuola. Al primo punto – hanno aggiunto – deve esserci la stabilizzazione dei maestri e degli insegnanti precari”.

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Le promesse elettorali erano favorevoli ai precari

Di Maio ascolterà i precari manifestanti? Al momento non è facile rispondere. Di certo, le aspettative che il M5S è andato a determinare, anche tra il personale scolastico, sono consistenti: tra gli impegni del Movimento pentastellato figura, in effetti, anche la stabilizzazione dei supplenti, a partire da quelli di vecchia data.

Una parte di loro, però, ora rischia di trovarsi fuori dalle graduatorie ad esaurimento oppure privata dell’assunzione a tempo determinato, sebbene abbia sottoscritto un regolare contratto, seppure con riserva: sono quei maestri con diploma magistrale che ora chiedono un decreto per evitare l’applicazione della sentenza contraria del Consiglio di Stato del 20 dicembre scorso. Presto dovremmo saperne di più.