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Didattica a distanza anche nelle scuole dell’infanzia comunali

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In questi giorni di disorientamento nella vita di tante famiglie si solleva, tra i tanti problemi, quello della didattica a distanza che coinvolge gli studenti, le insegnanti ed il personale scolastico tutto. Sono state toccate in diversi articoli di giornale alcune tematiche tra cui la straordinaria forza che si sta dimostrando in tal senso: l’impegno di docenti e studenti è tale da portare la stessa Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a definire la scuola  ‘la spina dorsale del Paese’.

Questo articolo vuole ringraziarla perché il suo è un messaggio di comprensione e plauso non solo sociale ma professionale.
Le polemiche non mancano né mancheranno in futuro visti i commenti che popolano sul web, così come le polemiche su cosa sia davvero la didattica a distanza e se davvero obbligatoria. Preme sottolineare un dato concreto mai toccato prima: esistono corsi di laurea magistrale in teorie e metodologie dell’e-learning e della media education da almeno dieci anni, conseguite da docenti che puntarono sulla medesima, gli stessi docenti mai gratificati dallo stesso Miur ma che in questi giorni supportano i colleghi che non sono stati messi in condizione di ‘potersi formare’ in tal senso dati i tempi ristretti.

Non soltanto loro ma un esercito di docenti, diplomati e laureati, la maggior parte precari, magari vincitori di concorso in attesa di stabilizzazione che insegnano sia nelle scuole statali che comunali. Duole evidenziare quest’ultime, spesso giudicate erroneamente poco efficienti in quanto a distanza ormai di cinquanta anni dall’istituzione della scuola dell’infanzia statale, non si è ancora risolta la separazione fra scuole dell’infanzia  statali e comunali, che ne sono state le gloriose anticipatrici.

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Preme ricordare che attualmente in Italia le scuole statali rappresentano il 63%, quelle comunali il 9%, scuole che soprattutto in una situazione di grande sofferenza e disagio come quella attuale, proseguono con dedizione alla creazione di nuovi ambienti di apprendimento, lavorando sodo contribuendo alla formazione dei propri piccoli studenti, ricordando loro che non sono stati dimenticati dalla scuola così come dalle insegnanti che restano vividamente presenti.

Ed è partendo da questo che gli insegnanti delle scuole dell’infanzia comunali “F.Girardi” – 3°Circolo Comunale – Quartieri Spagnoli (NA) 2° Municipalità e “G.B. Perasso”-Ponticelli (Na) 6° Municipalità, non accettando una inattività forzata, senza alcuna piattaforma attivata, con la consapevolezza che i piccoli non hanno un’autonomia tale da agire da soli a distanza, non si sono inchinati al ‘non fare’.

Hanno creato un ponte dinamico scuola – alunni, attraverso le famiglie, le laboriose mamme che non si sono sottratte all’idea di divenire collante e supporto di taluni strumenti comunicativi utilizzati per giungere ai piccoli nativi digitali. Ed è così che ha preso forma da giorni una progettazione senza precedenti, oltre le mura di cemento, utilizzando smartphone, PC, videolezioni, schede illustrative, cartoni animati, lavoretti da fare a casa con i genitori o fratelli e sorelle spiegati con tutorial illustrativi, con materiale presente in casa, poesie, canzoncine.

Hanno dunque agito come sono abituate a fare: ricognizione di ciò che hai, analisi di ciò che è possibile, associato alla consapevolezza che se pur la didattica a distanza è una faccenda seria, che va affrontata con una base pedagogica molto solida, con lungimiranza, non certo ricorrendo a qualche applicazione o con l’ultima piattaforma messa in commercio, durante un’emergenza, si devono mettere a tacere le polemiche ed agire nell’interesse dell’intera comunità discente.

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Consapevoli che c’è molta strada da compiere e che le problematiche non riguardano solo la tecnologia, stanno cercando attraverso l’actio educandi odierna, di spostare l’attenzione dallo strumento alla didattica, riflettendo e sperimentando concretamente l’efficace triangolazione tra didattica, tecnologie e metodologie.

È così si resta strabiliati quando giungono le risposte ai video, le foto dei lavori eseguiti, i racconti delle loro giornate: un accento teso a sottolineare la tenacia che gli insegnanti dimostrano alimentando competenze, certezze, traguardi e abilità, perché come ricorda MIUR Social #LaScuolaNonSiFerma e neanche i docenti come quelli del #MOVIMENTO docenti motivati e in formazione continua.

 

Coordinamento Movimento docenti motivati e
in formazione continua