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Diffusione della cultura scientifica

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Possono chiedere i contributi previsti dalla legge n. 6/2000 "università, enti, accademie, fondazioni, consorzi, associazioni e altre istituzioni pubbliche e private che abbiano tra i fini la diffusione della cultura tecnico-scientifica, la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturalistico, storico-scientifico, tecnologico e industriale conservato nel nostro Paese, nonché attività di formazione e di divulgazione al fine di stimolare l’interesse dei cittadini e in particolare dei giovani ai problemi della ricerca e della sperimentazione scientifica, anche attraverso l’impiego delle nuove tecnologie multimediali". Le istanze dovranno essere prodotte per via telematica ed ulteriori indicazioni sono reperibili sul sito del Miur.

La quota più alta degli stanziamenti programmati (complessivamente 2.826.309 euro, ripartiti in diverse aree di intervento) sarà resa disponibile per progetti presentati dagli osservatori astronomici, dagli orti botanici e dai musei naturalistici o storico-scientifici, civici e universitari, pubblici o privati (1.291.142 euro).

Per progetti di diffusione di formazione per e nella scuola di ogni ordine e grado, presentati da singoli istituti o consorzi di scuole, da associazioni di studenti e di docenti, da imprese, enti ed altre istituzioni sono stanziati 1.032.913 euro.

Infine, un contributo di 502.254 euro è previsto per altri progetti comunque coerenti con le finalità della legge n. 6/2000.

E’ intanto già operativo il Comitato tecnico-scientifico presieduto dal viceministro Guido Possa e nominato dal ministro Moratti con decreto del 28 maggio scorso.