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21.12.2025

DigComp 3.0 pubblicato, ma nel concreto cosa devono fare i docenti?

Redazione

L’uscita recente del DigComp 3.0 ha riportato al centro una domanda che molti docenti si pongono: siamo davvero allineati al nuovo quadro europeo delle competenze digitali? Tra educazione civica, cittadinanza digitale e uso quotidiano delle tecnologie in classe, cresce il bisogno di riferimenti chiari che aiutino a progettare in modo coerente e consapevole, senza improvvisazioni. VAI AL CORSO

Sempre più spesso i docenti si trovano a progettare attività che richiamano competenze digitali, cittadinanza digitale ed educazione civica… ma senza avere un quadro strutturato che li guidi davvero. Il rischio è lavorare “per tentativi”, con strumenti poco coordinati e risultati disomogenei. Esiste invece un riferimento preciso, aggiornato e completo – il DigComp 3.0 – che può diventare una bussola concreta per dare coerenza alle scelte didattiche di ogni giorno.

Perché serve un quadro di riferimento chiaro

Molti insegnanti conoscono solo parzialmente il DigComp o non hanno avuto occasione di approfondirne l’evoluzione. Capire cosa cambia dal 2.2 al 3.0, quali sono le cinque aree di competenza e come si articolano i livelli di padronanza permette di leggere in modo nuovo ciò che già accade nelle UDA. Lavorare con un modello comune, inoltre, aiuta a collegare competenze digitali, PTOF, educazione civica e percorsi di cittadinanza digitale.

Portare il DigComp dentro la progettazione reale

Il bisogno principale dei docenti non è “conoscere la teoria”, ma capire come tradurla in progettazione concreta. Un approccio pratico, fatto di casi d’uso, mappature delle competenze già presenti e costruzione guidata di attività, consente di integrare il quadro europeo nella didattica quotidiana. Lavorare su UDA digitali, rubriche valutative e strumenti di autovalutazione permette di sperimentare subito ciò che si apprende.

Tecnologie e AI: dalla curiosità alla consapevolezza didattica

Molti insegnanti utilizzano strumenti digitali, ma pochi hanno l’occasione di farlo in modo critico e orientato agli obiettivi educativi. Dedicare tempo a sperimentare l’uso dell’Intelligenza Artificiale, dei LLM e dei chatbot didattici aiuta a trasformare queste tecnologie da “novità interessante” a risorse progettuali. Costruire un prototipo, testarlo, valutarne la ricaduta in classe consente di mettere a fuoco competenze, limiti e potenzialità, e di scegliere con maggiore consapevolezza.

Se questi bisogni ti risuonano — un quadro chiaro, strumenti pratici, tecnologie da usare con criterio — allora investire in un percorso mirato può fare davvero la differenza nella tua didattica quotidiana.

Il corso

Su questi argomenti il corso Come utilizzare DigComp3 per progettare e innovare, a cura di Aluisi Tosolini, in programma dall’8 gennaio.

I corsi della Tecnica della Scuola

Corsi di formazione docenti, ecco il catalogo dei corsi della Tecnica della Scuola, ente di formazione accreditato dal ministero dell’Istruzione e del Merito:

WEBINAR

E-LEARNING

CORSI PER LE SCUOLE

CORSI DI PREPARAZIONE AI CONCORSI

CORSI DI ALTA FORMAZIONE

I corsi del momento

Gestire la scuola mese per mese (e-learning)

L’attenzione e la concentrazione degli studenti a scuola e nello studio

Competenze comunicative nella scuola dell’infanzia

Ciak, si legge! Percorsi didattici tra letteratura e cinema

L’importanza della voce nell’insegnamento

Gestione dei problemi comportamentali

Creare un kit di robotica educativa a basso costo

Come governare il caos in classe

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