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Dimensionamento: Ok delle Regioni

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Dopo quasi una giornata di intenso lavoro, Governo e Regioni hanno raggiunto un accordo sullo spinoso problema del dimensionamento. Sulla riforma del primo ciclo di istruzione il “no” della Conferenza è stato invece molto netto: le regioni di centro-destra hanno espresso un parere favorevole, mentre quelle del centro-sinistra sono rimaste ferme sulle proprie posizioni.
Dalla bozza di regolamento sul dimensionamento verranno cancellati i primi tre articoli, e cioè quelli che definiscono i parametri per la “sopravvivenza” delle singole autonomie scolastiche e dei piccoli plessi.
L’accordo prevede che entro il prossimo 15 giugno Governo e Regioni sottoscrivano una specifica intesa in materia; in ogni caso le decisioni sulle sedi da sopprimere saranno lasciate alle singole Regioni e agli Enti Locali, fermo restando il fatto che si dovrà conseguire un risparmio di 89milioni di euro.
Nel concreto è probabile che i risparmi verranno ottenuti più con l’accorpamento di istituzioni scolastiche sottodimensionate che con la chiusura di singoli plessi; a rischio di chiusura sono in questo modo le autonomie scolastiche con meno di 500 alunni, mentre per le scuole primarie con 40-50 alunni ci sono buone possibilità di sopravvivenza, almeno per i prossimi 2-3 anni.
Niente da fare invece sulla bozza di regolamento del primo ciclo: le regioni contrarie hanno sottolineato in particolare le difficoltà che deriveranno dalla riduzione del tempo-scuola nella primaria, riduzione che potrebbe determinare maggiori oneri per gli Enti Locali in termini di servizi alternativi.
Soddisfazione è stata espressa dal Ministro dei Rapporti con le Regioni  Raffaele Fitto: “Abbiamo raggiunto un importante risultato con il voto favorevole al regolamento sul dimensionamento scolastico: dopo un lungo lavoro è stata trovata l’intesa”.
Apprezzamento è stato manifestato anche da Anche Vasco Errani, presidente della Conferenza:  ”E’ stato un lavoro molto impegnativo  ma alla fine abbiamo ottenuto un risultato importante. La questione del dimensionamento è stata rinviata ad un’intesa, come noi avevamo chiesto. Ora dobbiamo fare in modo che il diritto  all’istruzione sia garantito ovunque”.