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15.01.2026

Dimensionamento scolastico, Barbacci: “commissariamento non fa bene, il governo apra il dialogo con le quattro regioni”

Sul commissariamento delle quattro Regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna) è intervenuta sul quotidiano ‘Il diario del lavoro’, la segretaria generale della Cisl Scuola Ivana Barbacci:

“Nel 2022, il PNRR stabilì una serie di criteri numerici per poter definire le autonomie scolastiche. Una media pari a circa 960 alunni per istituzione scolastica, dalla quale poi si sono evinti numeri delle istituzioni scolastiche che ogni Regione poteva costituire. Parliamo quindi di un atto implicito al PNRR. Ad oggi le Regioni, in maniera più o meno articolata, si sono date delle regole e in gran parte dei casi, in particolare centro sud, ci sono state delle riduzioni scolastiche piuttosto significative – al Nord, invece, già in passato erano stati operati dimensionamenti graduali. Oggi siamo arrivati ad avere delle regioni – Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna – che non hanno adempiuto, in piena corrispondenza con i numeri, alle riduzioni delle scuole. Ma c’è da dire che sono Regioni che nel tempo hanno operato in maniera ligia alle norme, quindi non sono state inadempienti in senso assoluto. Certamente hanno delle difficoltà, anche perché parliamo anche di Regioni dove ci sono molte aree interne, con una complessità territoriale che ha fatto sì che quei numeri non potessero essere raggiunti. Quindi non per cattiva volontà, sia chiaro, ma per una difficoltà da parte dei Governi regionali a individuare dei criteri che potessero andare a ridurre le istituzioni scolastiche autonome. Con la determinazione del Governo e del Ministero dell’Istruzione, già stata stabilita dal PNRR, le regioni inadempienti subiranno un commissariamento, ovvero dovranno avere un commissario ad acta per predisporre i tagli che non sono stati fatti dalle giunte regionali”.

La posizione della Cisl Scuola

“L’obiettivo di raggiungere il numero previsto di istituzioni scolastiche si sta conseguendo gradualmente – spiega Barbacci – e, come già accaduto in altre Regioni, va garantito alle quattro ricorrenti il tempo necessario per comprendere come operare. Ritengo che, prima di arrivare al commissariamento, sia fondamentale riaprire un confronto serio sulle cause, supportando queste Regioni nel raggiungere gli obiettivi piuttosto che agire d’impulso. Mi aspetto quindi la riapertura di un dialogo tra le strutture, gli assessori regionali, i presidenti delle Regioni, il Ministro e il Consiglio dei ministri, visto che è proprio quest’ultimo a deliberare sul commissariamento. Il mio invito, in particolare al Governo, è di ripensare all’atto del commissariamento, perché così com’è concepito non giova alla scuola”.

Dimensionamento, quali soluzioni?

“Il prossimo futuro ci prospetta una diminuzione degli alunni – conclude la segretaria – sta alla politica regionale, quindi alla distribuzione della rete scolastica, cercare di distribuire il carico in maniera equa evitando grandi istituti troppo numerosi. Ma, allo stesso tempo, andrebbero garantite anche le realtà più marginali: non possiamo desertificare le aree interne del Paese solo perché ci sono pochi alunni. Anzi, dobbiamo necessariamente pensare alle scuole piccole e medie. Aree con densità di popolazione bassissima – come la Sardegna – hanno bisogno di avere un presidio sul territorio. Se ci facciamo governare solo dai numeri rischiamo di procurare dei danni che nel tempo avranno risvolti negativi. Per quanto riguarda Emilia-Romagna, Toscana e Umbria, nel tempo hanno sempre operato in maniera responsabile, eseguendo il dimensionamento secondo quanto previsto dalle leggi. E se adesso pongono la questione, vanno ascoltate”.

https://www.tecnicadellascuola.it/dimensionamento-scolastico-sul-commissariamento-le-polemiche-si-sprecano-ma-il-ministro-va-avanti

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