Per una ventina di giorni il prezzo di benzina e diesel potrebbe diminuire di 25 centesimi: lo prevede il Decreto legge 33 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 marzo.
Il condizionale, però, è atto dovuto, perché diversi quotidiani riportavano oggi che, in realtà, non si sono registrati i cali che ci si apettava.
Ma da dove arriveranno i soldi per coprire la spesa necessaria a diminuire il costo del carburante?
La risposta arriva dalla tabella allegata al decreto legge in cui sono elencati, uno per uno i tagli, alle spese di ciascun Minstero.
Le sforbiciate più pesanti sono prestie per il MEF (127milioni di euro), per le Infrastrutture (96 milioni) e la Sanità (86).
Significativi però ache i tagli all’Istruzione (26) e all’università (25): si tratta di poco più di 50 milioni corrispondenti al 10% della riduzione complessiva.
Insomma: diminuiranno le accise sui carburanti ma a spese di scuola e università. Il conto, cioè lo pagherà il diritto allo studio.

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