Gite scolastiche, per i docenti vanno abolite: ne parliamo con Maggi, Grassucci e Costarelli

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Nelle scuole troppo potere ai presidi e poco ai Collegi dei docenti, il sondaggio SWG dà ragione alla Gilda: deriva aziendalistica, burocratica, competitiva

Due docenti su tre pensano che l’Autonomia scolastica abbia portato troppo potere nelle mani dei dirigenti scolastici e invece non sia stata in grado di valorizzare adeguatamente gli organi collegiali, a iniziare dal Collegio dei docenti, che dovrebbe invece essere il vero cuore pulsante dei nostri istituti scolastici. È una delle tendenze emerse da un sondaggio della Gilda degli Insegnanti, elaborato con SWG e presentato a Paestum il 16 maggio: in particolare, il 66% degli insegnanti esaminati, di cui il 71% è di ruolo e il 54% precario, si sono espressi criticamente a proposito dell’accentramento di competenze e impegni verso gli istituti scolastici.

La richiesta, soprattutto da parte degli insegnanti con maggiore anzianità di servizio, è quella di un corpo docente che chiede “una gestione più collegiale della scuola” e meno dirigente-centrica.

“È un risultato che ci sprona a perseguire la nostra battaglia in difesa della scuola da una deriva aziendalistica, burocratica e competitiva”, ha detto il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana riportando il parere dell’organizzazione sindacale autonoma.

“Chi conosce la scuola – ha aggiunto il sindacalista -, non aveva alcun dubbio sull’esito di questo sondaggio e questo dovrebbe far riflettere per tutte le volte che si prendono decisioni senza un reale confronto con chi la scuola la vive tutti i giorni”.

“Noi come organizzazione sindacale – ha concluso Castellana – continueremo nelle nostre politiche e continueremo a sensibilizzare le istituzioni affinché si inverta definitivamente la rotta, per una scuola pubblica statale di qualità che rafforzi la didattica, sostenga gli insegnanti e il personale Ata e garantista i diritti di tutti, docenti e alunni”.

Solo alcuni giorni fa, sempre il numero uno della Gilda degli insegnanti aveva detto alla ‘Tecnica della Scuola’ che “uno dei mali della scuola italiana è l’autonomia scolastica”, perché “porta a molto contenzioso, a 7.500 interpretazioni del contratto. Noi invece vogliamo un contratto chiaro, snello e possibilmente anche unificato nella parte normativa. Perché oggi abbiamo più contratti in vigore, quindi anche di difficile lettura”.

Con l’avvio della trattativa per il rinnovo normativo del Ccnl 2025/28, Castellana ha aggiunto che il suo sindacato si sarebbe battuto, tra le altre cose, per “il recupero dell’anno 2013, perché su questo i giudici ci hanno detto che va recuperato in fase contrattuale e bisognerà trovare le risorse”.

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