Nella G.U. Serie Generale n.116 del 21 maggio 2026 – Suppl. Ordinario n. 21 è stato pubblicato il D.P.R. 12 marzo 2026, con il quale è stato adottato il Piano di Azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità.
Il testo delinea una strategia operativa articolata in sette aree chiave, tra cui l’accessibilità universale, l’inclusione scolastica e formativa, e il progetto di vita.
Il piano segna un passaggio fondamentale da un modello assistenziale a una prospettiva basata sui diritti umani, ispirandosi alla Convenzione ONU e alle recenti normative europee.
Attraverso specifiche linee di azione, si mira a promuovere l’autodeterminazione individuale e la rimozione delle barriere fisiche e culturali.
Infine, il documento stabilisce criteri rigorosi per il monitoraggio delle politiche pubbliche e il coordinamento internazionale nel settore della disabilità.
In particolare, la 4ª Linea di Intervento è dedicata a Istruzione, Università e Formazione. L’obiettivo centrale non è più limitato alla mera garanzia dell’accesso fisico alle aule, ma si estende alla realizzazione di un’istruzione di qualità che sia equa e inclusiva per ogni studente lungo tutto il ciclo di vita. Questo paradigma mira al successo formativo individuale, valorizzando i talenti e le potenzialità di ciascuno per preparare i giovani a una partecipazione sociale e lavorativa piena.
Il Piano riconosce che la qualità dell’inclusione scolastica dipende dal coinvolgimento attivo di tutti gli attori del sistema. Una delle azioni prioritarie riguarda l’attuazione di processi di autovalutazione partecipata, che prevedano la somministrazione di questionari di gradimento alle famiglie e agli studenti. Parallelamente, il Piano per l’Inclusione (ex art. 8 D.Lgs 66/2017) dovrà assumere una durata triennale per allinearsi alla programmazione scolastica generale (PTOF).
Un elemento di forte innovazione giuridica è l’introduzione del tentativo di conciliazione obbligatorio. Attualmente, circa il 6% dei casi di disabilità scolastica sfocia in contenziosi legali riguardanti l’assegnazione delle ore di sostegno o i percorsi didattici. L’istituzione di un collegio di conciliazione preliminare mira a risolvere queste criticità in via extragiudiziale, privilegiando l’incontro e l’accordo tra Amministrazione e famiglia per salvaguardare il benessere dell’alunno.
L’inclusione reale passa inevitabilmente attraverso la professionalità dei docenti. Il Piano propone l’adozione di un e-portfolio professionale del docente, una piattaforma digitale dove gli insegnanti possono documentare le proprie competenze specifiche e la propria storia formativa nell’ambito dell’inclusione. Questo strumento consentirà ai dirigenti scolastici di effettuare una “chiamata per competenze” più mirata, assegnando il docente più adatto alle specifiche necessità della classe.
Per garantire la stabilità dei percorsi educativi, si punta a migliorare la continuità didattica, limitando il passaggio dei docenti dal posto di sostegno alle materie curriculari e incentivando la permanenza nella stessa sede per l’intero ciclo di studi dell’alunno. A supporto di questo sistema, verranno istituite le Scuole di Specializzazione per il sostegno didattico (SSSDIS), snodi strutturali per la formazione iniziale e continua. Non meno importante è la stabilizzazione del profilo degli oltre 68.000 assistenti per l’autonomia e la comunicazione, per i quali verranno definiti profili professionali e percorsi formativi universitari dedicati.
Il sistema universitario si trova ad affrontare un aumento significativo di studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES) che non rientrano nelle certificazioni tradizionali. Il Piano prevede di estendere a questi studenti le tutele già attive nelle scuole, introducendo strumenti compensativi e misure dispensative sia per le prove di ammissione che per gli esami di profitto. Si promuoverà inoltre la regolamentazione degli esami a distanza per gli studenti con BES e l’incremento del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) per potenziare i servizi per l’inclusione negli atenei.
Per contrastare l’isolamento sociale e l’abbandono degli studi, verranno potenziati gli sportelli di counseling psicologico. Una proposta particolarmente inclusiva riguarda la possibilità per persone con disabilità complesse, anche se sprovviste di diploma, di frequentare le lezioni universitarie come uditori, supportate da personale specializzato.
Il Piano affronta infine la sfida dell’istruzione domiciliare per gli studenti che non possono frequentare la scuola per gravi motivi di salute. Si prevede un intervento normativo affinché i docenti di sostegno possano prestare servizio presso il domicilio dell’alunno, incentivando al contempo l’uso delle modalità di didattica a distanza per garantire la partecipazione alla vita di classe. Attraverso il principio del peer teaching (consulenza tra pari), verranno inoltre potenziati gli “Sportelli autismo” e altre reti di supporto tra docenti per diffondere buone pratiche nella gestione di situazioni educative complesse.