Il Terzo Piano di Azione Nazionale per la disabilità introduce un cambiamento di passo fondamentale nella gestione del supporto educativo con la 11ª Linea di Azione, interamente dedicata all’istituzione delle Scuole di specializzazione per il sostegno didattico e per l’inclusione scolastica (SSSDIS).
L’obiettivo dichiarato è quello di superare l’attuale logica dei corsi attivati in modo frammentario per approdare a un sistema strutturale e permanente, capace di elevare la qualità dell’inclusione scolastica attraverso professionalità solide e costantemente aggiornate.
Uno degli elementi critici individuati dal Piano è l’attuale sistema autorizzativo per l’avvio dei corsi di specializzazione, giudicato troppo rigido. La nuova strategia punta a procedure più snelle che permettano di formare docenti specializzati a ciclo continuo. Questo nuovo modello consentirà di immettere in ruolo professionisti sulla base delle effettive facoltà assunzionali programmate dai Ministeri competenti (MIM e MEF), assicurando alle scuole una disponibilità costante di personale qualificato e riducendo le carenze croniche che spesso affliggono l’inizio dell’anno scolastico.
Le SSSDIS non sono pensate come semplici centri di abilitazione, ma come snodi strutturali per la formazione iniziale e in servizio. La visione del Piano è inclusiva nel senso più ampio del termine: la formazione non deve riguardare solo l’insegnante di sostegno, ma deve coinvolgere l’intera comunità educante, inclusi i dirigenti scolastici e il personale ATA. Si mira così a creare una cultura dell’inclusione diffusa, dove ogni figura professionale all’interno della scuola possieda gli strumenti per accogliere e valorizzare ogni studente.
Per innalzare gli standard dell’istruzione, il Piano prevede interventi di sistema che vanno oltre la specializzazione di base, includendo corsi di alta formazione come Master di I e II livello. Un punto cardine della riforma riguarda la garanzia della qualità dell’apprendimento: le Scuole di Specializzazione, che saranno attivate presso le Università già autorizzate, dovranno seguire regolamenti rigorosi. Questi definiranno parametri precisi, come il numero massimo di partecipanti ai laboratori e un rapporto equilibrato tra docenti e corsisti, per assicurare che la formazione teorica si traduca in competenze pratiche efficaci.