Home I lettori ci scrivono Disperazione di un precario della scuola, beffato dal sistema

Disperazione di un precario della scuola, beffato dal sistema

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Chi scrive è una degli abilitandi dei Percorsi di Abilitazione Speciale presso l’Università del Piemonte Orientale.
In data 26 febbraio 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale con DDG n. 106/2016 il Bando di “Concorso per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni dell’organico dell’autonomia della scuola secondaria di primo e secondo grado”.

Prima della pubblicazione del Bando, LA NOSTRA DATA DI ABILITAZIONE è stata fissata con una delibera del CIFIS POCHI GIORNI DOPO LA SCADENZA DEL BANDO! Ad 0ggi, l’Università risponde che non ci farà pervenire all’abilitazione prima della scadenza del bando, pur avendo già finito tutte le lezioni e pur finendo gli esami a metà marzo, sia a causadella suddetta delibera  sia “PER NON CREARE INGIUSTIZIE” nei confronti degli altri colleghi PAS dell’Università di Torino che non hanno ancora ultimato le lezioni e gli esami.

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Il Percorso Abilitante Speciale è stato previsto ai sensi del DM 10 settembre 2013 249 e s.m.i. e ed è stato istituito con DM n. 58 del 25 luglio 2013. LA SUDDIVISIONE DEGLI IDONEI AL PERCORSO ABILITATE SPECIALE SUL TRIENNIO 2013-2016 È STATA STABILITA ai sensi della nota MIUR del 30/10/2013 AD ARBITRIO DELLE SINGOLE UNIVERSITÀ. I criteri, infatti, con cui siamo stati suddivisi nei vari scaglioni non sono stati eguali per tutte le università italiane e, a dirla proprio tutta, sono stati in molti casi ingiusti. Per es., chi scrive è stato inserito nell’ultimo scaglione e non nel secondo in base alla sua posizione in graduatoria d’istituto, a causa della sua idoneità al Concorso 2012, conseguita ahimè senza abilitazione e, come tale, del tutto inutile fino a quando il Consiglio di Stato non si pronuncerà e, semmai, il verdetto sarà di tipo favorevole (non ho potuto usufruire nemmeno delle varie fasi di assunzione della Riforma “Buona Scuola” e attendo ancora che la mia udienza venga fissata!).

TUTTI AVEVAMO DIRITTO A CONSEGUIRE IL TITOLO ABILITANTE IN TEMPO UTILE ALLA PUBBLICAZIONE DEL CONCORSO SCUOLA 2016, MA COSÌ AHIME’ NON SEMBRA ESSERE.

L’università ci suggerisce una MORAL SUASION sul Miur ai fini di una proroga. Ma non ha alcuna intenzione di fare una nuova delibera per cambiare il periodo di abilitazione, nè tanto meno di revisionare il calendario di lezione e di esame dei nostri colleghi per permettere loro di conseguire anche il titolo. Soprattutto alla luce del fatto che i decreti che istituiscono il PAS lasciano ampia libertà in tal senso: “In linea di massima, le lezioni si terranno nelle ore pomeridiane e/o nell’intera giornata del sabato, fatta salva diversa articolazione fissata dagli Atenei e dalle Istituzioni A.F.A.M., in relazione a specifiche esigenze dei corsisti ed all’organizzazione di fasi intensive” si legge all’art 6 del ddg 58 luglio 2013.
Il Miur pubblica invece il bando di concorso incurante di quanto affermato nel ddl riforma scuola 2015: limite dei 36 mesi delle supplenze su posti vacanti e disponibili a partire dal 1 settembre 2016 e partecipazione obbligatoria al concorso docenti per costore, per poter proseguire a lavorare.

Abbiamo fatto dei sacrifici immani per poter frequentare questi PAS, affrontando:
– disagi di viaggi, perchè le sedi universitarie non coincidevano con le sedi di residenza e/o lavorative;
– ore e ore di frequenza e di studio, di esami concentrati in pochi mesi con tanto di tesi finale e senza “sconti” dei contenuti nozionistici da sapere, cercando di conciliare famiglia, figli (spesso anche neonati), casa, lavoro da supplente o rinunciando, nella stragrande maggioranza dei casi, a quest’ultimo per un anno intero, pur di formarci e avere le carte in regola per poter partecipare al concorso 2016;
– una tassa di iscrizione da 3000 euro!!!

Come risposta siamo stati cancellati con quest’ultimo decreto definitavemente dal mondo della scuola, sebbene abbiamo lavorato sempre con serietà e sacrificio nella scuola per anni, licenziati ogni giugno, con sedi diverse (alla faccia della continuità scolastica), con una elasticità mentale e un buon senso che chi decide sui nostri futuri sembra in questo momento non possedere. E, sebbene siamo proprio noi, coloro con almeno 36 mesi di servizio alle spalle, che dovevamo essere stabilizzati secondo la Corte di Giustizia Europea (gennaio 2015), e non coloro che solo perchè avevano conseguito la SSIS, pur non essendo mai entrati in classe, sono stati in molti casi assunti dalla Buona Scuola nell’anno scolastico 2015-16!