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11.12.2025

Divieto di cellulari a scuola da tre mesi, un docente: “C’è una primavera di rivoluzione. Intervalli? Commovente spettacolo”

Dal 1° settembre 2025 sono vietati i cellulari a scuola, fino alla secondaria di secondo grado. Le varie scuole si sono dotate di circolari ad hoc con varie declinazioni della regola stabilita dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Adesso siamo a dicembre, e dall’entrata in vigore della norma sono passati più di tre mesi. Qual è il bilancio? Ci sono stati dei vantaggi? A parlarne è un docente di storia e filosofia, in un articolo pubblicato su La Repubblica. “Strano non vi sia clamore intorno a quella che si annuncia, se reggerà al cozzo contro lo ‘spirito del tempo’, come la più grande trasformazione della scuola italiana dell’ultimo decennio”, ha detto.

Gli studenti hanno ripreso a parlare tra loro?

“È una vera e propria primavera di rivoluzione quella che si assapora in questo inverno 2025, e che, come spesso capita alle rivoluzioni, anziché raggiungere il suo scopo dichiarato – l’innalzamento del rendimento scolastico minato dallo smartphone a portata di mano – ha prodotto un subitaneo effetto imprevisto: l’imprevisto – perché mai ben diagnosticate erano state la ragioni della loro scomparsa – ritrovamento delle parole, delle voci, dei suoni. In tutte le loro molte varianti: dal chiacchiericcio di fondo alla discussione insistita tra compagni di banco in lotta con la noia; dall’animata e caotica contesa tra opinioni che percorrono l’aula allo scoppio rumoroso del vociare durante gli intervalli, quando corridoi e cortili sono invasi da capannelli e piccoli cerchi di conversazione. Gli intervalli, ecco – un commovente spettacolo di ragazzi e ragazze che riscoprono come anche da adolescenti sia possibile cercarsi, muoversi, toccarsi, scherzare e litigare, parlandosi, guardandosi negli occhi, raccontandosi, come facevano da bambini”, ha aggiunto.

“Nessuno ora, alla campanella della ricreazione, ha più la triste facoltà di piegare la testa solitario e incurvare lugubremente le spalle sull’altrove virtuale. Tutti hanno ricominciato quindi ad alzare gli occhi sul qui ed ora, cioè su di sé e sui propri amici. I giovani tornano dalle 8 alle 13/14 a fruire in modo unitario del flusso del tempo e degli accadimenti nello spazio, e dunque della consistenza di un’esperienza collettiva: la scuola, con il suo peso e con la sua straordinaria, e ancora inesplorata, potenzialità formativa”.

Ecco che ruolo ha la scuola: “La scuola, cioè l’ultima esperienza collettiva rimasta nelle società contemporanee. Dalle 14 sono riconsegnati poi alla fruizione individuale del tempo e degli accadimenti, come giusto, com’è sempre stato; ma anche a confrontarsi, purtroppo, con l’estremizzazione digitale di tale fruizione, cioè con lo scrolling e la riproduzione spezzettata (autentica e fake) della realtà, da scorrere e sfiorare con apatia, rapidità, dissolvimento. L’indomani mattina, alla scuola il compito improbo ma necessario di lavorare, ‘per sempre e di nuovo’, alla ricomposizione cognitiva, alla riflessione, al contatto emotivo con le cose e le persone, nell’unico modo possibile – fisicamente, analogicamente, al riparo dalle tentazioni della connessione permanente tenuta in tasca”.

Divieto cellulari: quali sanzioni? Vale per i docenti? Cosa dice la normativa? – FOCUS

La circolare del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, emanata lo scorso giugno, che vieta l’uso del cellulare a scuola anche alla secondaria di secondo grado, in vigore dal 1° settembre 2025, ha “costretto” le varie scuole a emanare circolari e modificare i propri regolamenti, visto che molto si rimanda all’autonomia dei vari istituti.

Ci sono vari dubbi, zone grigie e cambiamenti; per questo La Tecnica della Scuola ha deciso di elaborare un focus per capire cosa sta succedendo davvero nelle scuole superiori italiane.

Divieto cellulari, c’è di tutto: armadietti a pagamento, ammessi durante l’intervallo, stop anche per i docenti – I CASI

Le interviste ai dirigenti scolastici chiamati a stabilire le nuove regole

Per farlo abbiamo innanzitutto cercato di fare una indagine qualitativa; abbiamo chiesto ad un campione di dirigenti scolastici, che in questi giorni stanno convocando il proprio corpo docente proprio per stabilire le nuove regole, cosa pensano del nuovo divieto e come hanno scelto di organizzarsi, quale linea stanno seguendo: armadietti sì o no? Note alla prima infrazione o solo rimproveri?

Le circolari già emanate e i casi particolari

Poi abbiamo cercato di fare un tuffo nelle varie circolari già emesse dalle scuole e in ciò che dicono gli aggiornamenti dei regolamenti d’istituto in merito al divieto di cellulare. Abbiamo scoperto molti aspetti che meritano una riflessione: ad esempio, in alcune scuole il divieto vige a ricreazione, in altri casi no; o, ancora, in alcuni istituti anche i docenti sono chiamati a dare l’esempio, mentre in altri questa questione non viene menzionata.

Divieto cellulare a scuola, in alcuni casi saranno custoditi in armadietti. L’esperto: attenzione agli obblighi, ecco quali

Divieto di cellulare a scuola e custodia: cosa dice l’avvocato?

Poi c’è il tema della custodia dei cellulari, nel caso in cui debbano essere lasciati in armadietti, contenitori o mobiletti: cosa avviene quando uno studente affida un proprio bene personale alla scuola? Quali rischi, obblighi e responsabilità per gli istituti? Abbiamo sentito il parere del nostro esperto in materia, l’avvocato Dino Caudullo, che ci ha spiegato cosa dice la legge.

Divieto di cellulare a scuola, cosa dice la nuova circolare?

A stabilire il divieto è stata la circolare del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara emanata lo scorso giugno, che fa seguito alla nota ministeriale n. 5274 dell’11 luglio 2024.

Il documento ha invitato le scuole ad aggiornare i propri regolamenti e il patto di corresponsabilità educativa prevedendo per gli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzo dello smartphone durante l’orario scolastico anche a fini didattici, nonché specifiche sanzioni disciplinari per coloro che dovessero contravvenire a tale divieto.

Ma cosa faranno le scuole? È infatti rimessa all’autonomia scolastica l’individuazione delle misure organizzative atte ad assicurare il rispetto del divieto. Ovviamente, l’uso del telefono cellulare sarà sempre ammesso nei casi in cui lo stesso sia previsto dal Piano educativo individualizzato o dal Piano didattico personalizzato come supporto rispettivamente agli alunni con disabilità o con disturbi specifici di apprendimento o per motivate necessità personali. L’utilizzo del telefono cellulare rimane consentito qualora, sulla base del progetto formativo adottato dalla scuola, esso sia strettamente funzionale all’efficace svolgimento dell’attività didattica nell’ambito degli specifici indirizzi del settore tecnologico dell’istruzione tecnica dedicati all’informatica e alle telecomunicazioni.

“No agli armadietti, sì alle sanzioni”: così i presidi applicheranno il divieto di utilizzo del cellulare a scuola

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