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11.12.2025

Docente aggredita da genitori, tutti andranno a processo: lei rinviata a giudizio per violenze sugli alunni, loro per lesioni

Ci sono aggiornamenti sul caso che ha avuto luogo nel novembre del 2024: a Castellammare di Stabia un gruppo di genitori inferociti ha aggredito una docente. Quest’ultima, qualche mese dopo, è stata accusata di violenza sessuale sugli alunni.

Come riporta Il Corriere della Sera la donna 38enne, accusata di maltrattamenti, violenza sessuale, induzione al compimento di atti sessuali e corruzione di minorenne, reati commessi ai danni di alcuni studenti di una scuola media stabiese, tutti minori di 14 anni, è stata rinviata a giudizio e quindi andrà a processo.

I fatti sarebbero stati verificati

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito sarà parte civile per il tramite dell’Avvocatura dello Stato, accanto alle famiglie di sette alunni, presunte vittime dei vari reati contestati alla professoressa. Dopo il lungo e articolato incidente probatorio che è durato tutta l’estate, ora la 38enne è agli arresti domiciliari. 

L’esito degli accertamenti, con l’ascolto protetto dei bambini alla presenza di una psicologa, avrebbe confermato la veridicità e l’attendibilità dei racconti dei minori, tra cui quello di un 12enne che aveva detto alla madre di essere stato costretto ad un rapporto sessuale con l’insegnante. Contestati anche i contenuti di alcune chat, comportamenti “sessualizzanti” e la visione di alcuni video hard a scuola.

Anche i genitori sono indagati

A processo, invece, per i reati di lesioni aggravate in concorso, minacce, danneggiamento, interruzione pubblico servizio, tutti reati aggravati dal fatto che siano stati commessi ai danni di un pubblico ufficiale in presenza di minori e con più persone riunite, sono finite altre undici persone, familiari degli studenti identificati dopo la violenta aggressione ai danni dell’insegnante, avvenuta sempre all’interno della scuola, il giorno dopo la denuncia degli stessi genitori.

In questo caso è parte civile la 38enne, insieme al padre, che riportò la frattura di un braccio nel violento pestaggio. La prima udienza è fissata a marzo.  

“La saletta”, il luogo in cui avvenivano gli abusi

I dettagli su quanto sarebbe accaduto sono agghiaccianti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a partire dal mese di ottobre 2023, la professoressa, titolare della cattedra di sostegno di uno dei minori coinvolti, avrebbe condotto i minorenni durante l’orario scolastico (con la scusa di impartire ripetizioni) in un’aula riservata della scuola. In questo locale, che la donna avrebbe soprannominato “la saletta”, l’indagata avrebbe mostrato alle vittime del materiale video pornografico, intavolato continui discorsi di natura sessualmente esplicita (ad esempio alludendo a proprie esperienze “ln materia” o di indicazioni su come e dove toccarsi o toccare, anche in parti intime, i partner), invogliato alcuni di loro a scambiarsi effusioni sessuali. Per la Procura, la donna avrebbe “finanche abusato sessualmente di uno di tali studenti, praticandogli in prima persona un rapporto orale”.

Quando non fu più possibile utilizzare l’aula, la professoressa avrebbe creato un gruppo su Instagram, chiamato appunto “la Saletta”. I messaggi avrebbero avuto “contenuto esplicitamente sessuale”: la prof si sarebbe “relazionata direttamente con i minori sulla base di un rapporto di tipo sostanzialmente paritario”. La 40enne avrebbe tenuto le vittime in uno “stato di soggezione”, minacciando bocciature, di far andare i genitori in carcere e di mandare loro stessi in comunità, anche millantando una relazione con un appartenente alle forze dell’ordine.

La situazione si è sbloccata quando uno degli alunni coinvolti è stato sospeso dopo essere stato scoperto a fumare in bagno. Questo episodio ha indotto i minorenni a confidarsi con i genitori, mostrando anche i messaggi dagli stessi scambiati tramite Instagram e WhatsApp con la professoressa. Da qui, poi, la tensione che ha spinto i genitori ad aggredire in gruppo la docente.

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