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13.04.2026

“Picchiato a scuola perché gay”: Guillermo Mariotto compie 60 anni, il ricordo delle violenze e l’appello contro i bulli

Si capiva che ero gay, vestivo in un certo modo, forse più elegante degli altri. I bulli sbroccavano perché ero forte nello sport, ciò li mandava letteralmente in bestia: figurarsi, un omosessuale…”. Sono le parole di Guillermo Mariotto, stilista, designer e personaggio televisivo – volto noto della trasmissione “Ballando con le stelle”, a cui partecipa dal lontano 2005 – rilanciate dal Corriere della Sera in occasione dei sessant’anni dell’artista. Mariotto, venezuelano trapiantato in Italia, aveva raccontato la sua infanzia in un’intervista del 2023, nella quale aveva dedicato ampio spazio ai suoi trascorsi scolastici.  

“Stare chiusi in un bagno e non sapere a chi potersi rivolgere, non ai genitori, non a un fratello, non a un amico, è una tortura, un incubo”, aveva detto. “A me andò bene, reagii, picchiai i bulli che mi dicevano che ero gay. Ero forte, battagliero. Ma non tutti hanno questo carattere, c’è chi si chiude in se stesso”. Lo stilista aveva rievocato in particolare un episodio avvenuto nel campo di calcio dell’istituto che frequentava. “Ero sui 13 anni e quel giorno giocavo in difesa. Come sempre ero bersagliato da insulti irriferibili. All’ennesimo, esplosi. Raggiunsi a centrocampo il boss del gruppo con cui avevo già questionato, un malandrino, tale Muniz, e gli montai sulle spalle, strappandogli i capelli dalla testa. Fu spettacolare, una scena davanti a genitori e professori”.

Il designer aveva dedicato anche alcune riflessioni alla famiglia, in relazione al suo orientamento sessuale. “Mio fratello arrivò a dirmi che ero la macchia del nostro cognome, papà e mamma… mah, siamo lì”. Non tutti, per fortuna, condividevano questo atteggiamento. “Volevo un gran bene alla favolosa nonna materna, Leonor. Ripeteva: ‘Guarda che non sei sbagliato, sei solo nato nel posto sbagliato. Prenditi una laurea e vai via da qui'”. Un suggerimento colto al volo. “Seguii il consiglio di nonna Leonor, andai in California, oasi di libertà, e mi laureai al College of Arts in disegno industriale”. Poi la carriera, il trasferimento in Italia, il successo in televisione. Senza mai dimenticare le origini. “Dico sempre ai ragazzi; se vedete un bullo in azione, segnalatelo. Non lasciate da sola la vittima: sennò siete complici anche voi”.

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