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04.03.2026

Docente fa lezioni contro Meloni, i genitori protestano con una lettera alla dirigente: lei smentisce

La politica fa ancora ingresso nelle scuole. Il caso è esploso in una scuola della provincia di Reggio Emilia: qui una insegnante è stata accusata dai genitori di aver fatto lezioni contro la premier Giorgia Meloni. Lo riporta Il Resto del Carlino.

Un gruppo di genitori ha denunciato la situazione ritenendola “grave e inaccettabile”. La docente, secondo la loro versione, pare esprima giudizi politici unilaterali e ideologizzati contro il centrodestra. Nel mirino sarebbe finito anche il presidente americano Donald Trump.

La lettera aperta

I genitori, che preferiscono restare nell’anonimato “per timore di possibili ripercussioni sui nostri figli a scuola”, hanno scritto una lettera aperta, sostenendo che i loro figli sarebbero costretti ad assistere a lezioni in classe che sarebbero “condite” con dichiarazioni che non risulterebbero supportate da dati oggettivi, pure se presentate agli studenti, durante i lavori in classe, come delle “verità assolute”.

Per gli stessi genitori risulta “assolutamente grave il tentativo di inculcare nei ragazzi l’idea che il centrodestra tolga diritti e conduca il Paese verso un peggioramento economico”, trasformando di fatto la lezione in uno strumento di propaganda politica. “Un comportamento per noi incompatibile – aggiunge il gruppo di genitori – con il ruolo educativo della scuola e con la funzione formativa che dovrebbe avere un docente. I nostri figli non vanno a scuola per essere indottrinati, ma per imparare, sviluppare senso critico e acquisire conoscenze. La scuola deve insegnare a pensare, non dire cosa pensare”. 

Le parole della dirigente scolastica

I genitori chiedono un intervento della dirigente scolastica, “affinché venga verificato quanto accade in aula e sia ristabilito il principio di neutralità politica, indispensabile in un contesto educativo pubblico”. La dirigente scolastica ha dichiarato di non essere al momento a conoscenza di tale situazione: “Personalmente – spiega – non ho avuto segnalazioni in merito”. La stessa dirigente ha però garantito un accertamento per verificare le tesi dei genitori.

La replica della docente

A parlare ai microfoni de Il Resto del Carlino è stata anche la docente: “Da una decina d’anni insegno filosofia e storia. Ciò che spiego in classe è tratto esattamente da concetti che gli studenti possono trovare sui loro libri di testo. Quando si parla di Marx o di fascismo, temi del programma scolastico, è ovvio che si parli anche di politica, collegata a determinati periodi storici. Sono molto attenta alle parole, sono molto attenta a ciò che dico. Mi ritengo una persona che rifugge dalla ideologia. Mi ritengo invece molto scrupolosa”.

L’insegnante si dice tranquilla e serena, convinta di aver sempre lavorato in classe in modo corretto, respingendo dunque le “accuse” che arrivano dal gruppo di genitori. E aggiunge: “Penso di avere un buon rapporto con i miei studenti. Se hanno avuto delle impressioni sul mio modo di insegnare, mi piacerebbe che ne parlassero direttamente con me, vis-a-vis, senza alcun timore. E sono pronta anche a un confronto con i genitori”.

Valditara contro la par condicio

Docenti e dirigenti scolastici facciano molta attenzione: invitare una persona a scuola per illustrare agli studenti e al personale un parere di parte sul prossimo referendum sulla Giustizia, con voto previsto il 22 e 23 marzo, può comportare l’avvio di un procedimento disciplinare e delle conseguenti sanzioni professionali. A mettere le cose in chiaro, ricordando cosa dice la norma vigente, è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, commentando a Napoli i fatti accaduti in una scuola di Latina in cui si è svolto un dibattito sul referendum sulla riforma della giustizia a cui ha partecipato anche l’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

“Sarò molto esplicito – ha detto Valditara -: chiunque dovesse alterare la par condicio lo fa a suo rischio e pericolo e può incorrere in sanzioni disciplinari“.

Secondo il titolare del dicastero dell’Istruzione, “non è accettabile che ci sia all’interno delle scuole una propaganda o un indottrinamento“.

Riguardo alla presenza dell’ex sindaco di Napoli in una scuola, il Ministro ha specificato che “c’è già stato un intervento del direttore dell’Ufficio scolastico provinciale che ha convocato il dirigente. I presidi sanno perfettamente che non si possono organizzare eventi a favore del no o del sì senza la controparte. In caso contrario sanno perfettamente che incorrono in provvedimenti disciplinari”, ha ribadito Valditara.

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