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Docenti di religione, concorso riservato e quota organico di ruolo fino al 90%. Emendamento Pd-M5S

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Anche i docenti di religione attendono con ansia la discussione degli emendamenti al decreto scuola. Infatti, per la stabilizzazione del precariato di religione si muove più di qualcosa, con un emendamento a firma Mario Pittoni (Lega) e un altro proposto da Lepri, Di Giorgi, Prestipino, Berlinghieri (PD), Frate (M5S) che prevede un concorso religione cattolica per i precari con 36 mesi di servizio.

Concorso religione: ecco cosa prevede l’emendamento Pd-M5S

Come si legge sul sito del sindacato Snadir, il testo dell’emendamento al decreto scuola, il n. 1051, propone per il superamento della condizione di precariato degli insegnanti di religione, un concorso straordinario per titoli (20 punti) e servizio (50 punti) con sola prova orale non selettiva (30 punti), riservato a coloro che hanno maturato il requisito di almeno 36 mesi di servizio nella scuola statale negli ultimi otto anni scolastici. Ai fini dell’accesso al concorso si richiede lo svolgimento pregresso di servizio nella sola scuola statale.

 Al termine del triennio la graduatoria di merito sarà trasformata in graduatoria ad esaurimento.
Per quanto riguarda la quota percentuale dell’organico di ruolo, questa viene riformulata nella misura dell’80% nell’anno scolastico 2020/2021 e nella misura del 90% dal 2021/2022.

Le immissioni in ruolo avverranno per il 50% dei posti disponibili dal concorso straordinario e dalla relativa graduatoria di merito e successiva sua trasformazione in graduatoria ad esaurimento.

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Per l’altro 50% da concorso ordinario del quale però l’emendamento non fornisce alcuna specificazione (in termini di tempi e contenuti).

Un aspetto molto importante da evidenziare è che l’emendamento prevede che i vincitori immessi in ruolo saranno titolari nella scuola di assegnazione.
Infine, si prevede l’istituzione della classe di concorso (scuola secondaria) e di posti di insegnamento (scuola infanzia e primaria).

Concorso docenti religione, cosa prevede l’emendamento Pittoni

Invece, come abbiamo riportato in precedenza, bisogna prevedere per i prossimi concorsi a posti di IRC una quota di riserva di posti (in misura variabile dal 30 al 50%) da destinare ad un concorso riservato strutturato sulla falsariga del Fit transitorio per la scuola secondaria (D.Leg.vo 59) e del concorso straordinario di cui al recente decreto legge Dignità.Il testo pensa anche alla questione degli idonei del primo concorso che, per anni, hanno atteso di essere stabilizzati e per i quali si era trovata una soluzione basata sullo scorrimento delle graduatorie, saltata nel 2013 per un errore tecnico nella formulazione dell’articolato.“Infine, ricordava il senatore Pittoni, viene rappresentata l’opportunità di esonerare i candidati di età più avanzata e quasi sempre sprovvisti della conoscenza di lingue straniere, non essendone previsto l’insegnamento nei vecchi percorsi accademici pontifici e non essendo, peraltro, previsto negli ordinamenti vigenti l’insegnamento della religione cattolica in lingua straniera”.

Docenti di religione, lo Snadir non convinto della soluzione Pittoni

Sulla questione, si è aperto un vero e proprio dibattito, con il sindacato Snadir che non ritiene del tutto soddisfacente la misura pensata dal presidente della Commissione Cultura e Istruzione al Senato. Secondo il segretario nazionale Snadir Orazio Ruscica, il testo di Pittoni “rappresenta certamente un passo importante per un’intera categoria di docenti, ma purtroppo risponde solo in parte alle legittime aspettative degli insegnanti di religione, in quanto non offre la certezza di risolvere in modo efficace e definitivo il problema dei docenti precari che insegnano religione”.

Ecco perchè, nonostante le precisazioni del senatore leghista rilasciate a La Tecnica della Scuola nel corso di un’intervista, lo Snadir punta sull’emendamento Pd-M5S, perchè sarebbe “l’unico che prospetta un ampliamento dell’organico di ruolo dall’attuale 70% al 90% e affronta anche le tematiche della titolarità nella sede scolastica e l’istituzione di una specifica classe di concorso e posti di insegnamento per l’insegnamento della religione cattolica“.