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Docenti potenziatori in soccorso degli alunni che scrivono male? Giuliani: macché, fanno supplenze!

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Per migliorare le modeste competenze degli studenti sulla lingua italiana i docenti di italiano “potenziatori” potevano essere davvero utili.

Peccato, che il progetto sia naufragato sul nascere, perché nelle scuole questi insegnanti, in surplus rispetto all’organico, vengono in alto numero utilizzati per le supplenze.

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Così ha risposto il nostro direttore, Alessandro Giuliani, alla redazione di Radio Cusano Campus, nel corso della rubrica settimanale “L’angolo del direttore” del 6 febbraio, a proposito della lettera-appello di 600 studiosi ed intellettuali – inviata al presidente del Consiglio, al ministro dell’Istruzione e al Parlamento – per aiutare i troppi giovani che hanno problemi ad esprimersi in italiano, a livello scritto e orale, ponendosi come “come obiettivo urgente il raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti”.

“L’idea di fondo contenuta nella Buona Scuola di introdurre un plotone aggiuntivo di insegnanti – ha detto Giuliani – era funzionale anche a questo scopo: potenziare i settori e le attività indicate dal Collegio dei docenti, quindi anche le carenze linguistiche e di espressione degli alunni, attraverso l’immissione in ruolo di 50mila docenti collocati su organico potenziato. Solo che è stata vanificata dalle necessità delle scuole di coprire le supplenze brevi e dai troppi vuoti di organico ancora presenti nei nostri istituti. Così questi insegnanti quasi sempre non vengono coinvolti in progetti organici, quale poteva essere il rinforzo delle competenze grammaticali a partire dalla scuola primaria”.

 

 

Nel corso della puntata, dalla redazione di Radio Cusano Campus è stata raccontata la testimonianza di un docente di potenziamento che ha denunciato di essere costretto tutti i giorni ad andare a scuola senza avere un progetto definito e a coprire i “buchi” dei colleghi assenti. Purtroppo non è un caso isolato.

Al momento, quindi, per sollevare le sorti formative dei tanti studenti universitari che secondo la Crusca fiorentina sarebbero privi della formazione di base, in “grammatica, sintassi, lessico, con errori appena tollerabili in terza elementare”, non rimane che affidarsi ai docenti curricolari. Che, purtroppo, da soli non possono fare miracoli.

Durante la trasmissione, Giuliani ha anche commentato le novità in arrivo sulle visite fiscali (“la riduzione delle ore di reperibilità in caso di malattia non va interpretata come un alleggerimento dei controlli, perché si va incontro ad una ‘stretta’ – nei confronti dei ‘furbi’ che spesso legano la malattia al wek end –  che verrà affidata ad oltre mille medici ispettori dell’Inps, i quali potranno recarsi a casa dell’ammalato anche più volte nel corso della stessa malattia, a differenza di quanto avviene oggi”).

Si è parlato anche di leggi delega della Buona Scuola, ora all’esame delle commissioni parlamentari (“alcune parti della Legge 107/15 sono state effettivamente scritte male e danneggiano non solo il personale ma anche gli studenti, a cui quest’anno è stato negato il docente per mesi, solo che per cambiarle o eliminarle occorreranno anni e nel frattempo c’è in effetti da sperare che attraverso deleghe e contratti si riesca ad aggirare qualche norma”) e anche di mobilità 2017: “dopo l’accordo politico e tecnico, ci sono ancora diversi nodi da sciogliere, ad iniziare dalle assegnazioni provvisorie perché non è affatto sicuro che quest’anno verranno ancora aperte a chi non rientra nelle categorie protette” oltre che sulla chiamata diretta.

 

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