“L’iniziativa assunta da un’associazione studentesca, di realizzare una vera e propria schedatura dei docenti sulla base delle loro opinioni politiche, sostenendo che queste ne condizionerebbero l’attività di insegnamento, è di una gravità inaudita”. Lo scrive in una nota Ivana Barbacci, segretaria generale di Cisl Scuola, in relazione alla polemica che in questi giorni ha riguardato Azione Studentesca. Per la dirigente sindacale è “inammissibile in un Paese come il nostro, che ha nella libertà di insegnamento esercitata nella scuola pubblica un fondamento irrinunciabile di democrazia“.
Una dura presa di posizone, insomma, quella della numero uno di Cisl Scuola, che prosegue: “Altre sono le procedure e le sedi competenti per valutare, all’occorrenza, se vi siano comportamenti configurabili come indottrinamento degli alunni, quale che sia la matrice cui fanno riferimento”, La schedatura, aggiunge, “è un metodo aberrante, purtroppo già sperimentato in anni bui della nostra storia, da respingere dunque con la massima fermezza“.
Barbacci annuncia la possibilità di adire le vie legali in caso episodi di questo tipo si ripetessero, mettendo a rischio l’autonomia dei docenti. “Le strutture territoriali della Cisl Scuola sono pronte a denunciare all’autorità giudiziaria chi promuove e gestisce iniziative di questo genere, a tutela della dignità del personale insegnante, del sereno svolgimento delle attività svolte in una scuola che agisce come comunità educante. Nel quadro di regole e organismi”, conclude la segretaria generale, “che ne assicurano un governo partecipato e condiviso“.