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Docenti strumento musicale: stessa dignità medesima considerazione

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Questa è buona scuola!?

Dopo anni di battaglie per il riconoscimento del proprio diritto al lavoro è arrivata la sentenza storica della Corte di Giustizia europea per i precari che hanno prestato servizio nella scuola pubblica spesso lavorando anche più delle ore contrattuali.

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Lo Stato, e in particolare il Ministero dell’Istruzione, non riesce a trovare ancora una volta una soluzione decorosa per tutti quei docenti di strumento musicale, ma anche di altre discipline, che non sono di ruolo, ma che hanno molti anni di servizio alle spalle. È vero che in Italia si passa di ruolo attraverso il concorso pubblico, ma allora perchè, quando nel 2013 è stato bandito il famoso “concorsone”, dopo anni di assenza, tale concorso non ha incluso le classi di strumento musicale e tante altre?

Del resto non si comprende perché il personale Ata dopo due anni di incarico venga tranquillamente assunto a tempo indeterminato.

O ancora, che persino nei Conservatori sia stata costituita una graduatoria nazionale con i docenti supplenti con tre anni di servizio, così come era avvenuto anni fa con la cosiddetta “143” che ha consentito che i colleghi, maestri di Conservatorio, fossero assunti senza nessun concorso, mentre noi, con anni di servizio ed abilitazioni a seguito non riusciamo ad essere tutelati come è giusto che sia.

Riteniamo che anche la nostra categoria debba avere la stessa dignità e la medesima considerazione.

È palese che non esistano abilitazioni di serie A o serie B .

Aggiungiamo che, come succede nei conservatori Afam, proprio nell’ultima graduatoria Nazionale, recentemente bandita, il meccanismo di arruolamento prevede quanto segue:

1. Il candidato che abbia maturato almeno tre anni accademici di insegnamento, come previsto dall’articolo 2, commi 2 e 3, può produrre domanda di inserimento per la graduatoria nazionale per la quale abbia superato un concorso selettivo ai fini dell’inclusione nella relativa graduatoria d’istituto. Per concorso selettivo si intende qualsiasi procedura selettiva che abbia dato luogo alla costituzione di una graduatoria utile all’attribuzione di incarichi di insegnamento, compresi quelli nei corsi del previgente ordinamento nonché dei corsi accademici di primo e di secondo livello nelle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica di cui agli articoli 1 e 2 della citata legge n. 508 del 1999”.

Alla luce di quanto citato e delle dichiarazioni del ministro Giannini che continua la strada dei governi precedenti, ovvero andare avanti senza guardare ai veri problemi della scuola, è ora di dire basta! Faccia subito un piano di tutela di tutti quei docenti che abbiano maturato 36 messi di servizio e si sono anche abilitati. Chiediamo in primo luogo che la ministra rispetti il diritto comunitario e, mediante l’applicazione della sentenza della corte di giustizia europea, dia una risposta ai lavoratori o, in subordine, che disponga le assunzioni così come per il personale Ata e per il comparto Afam.

Ministro, la buona scuola non si fa con le dichiarazioni di principio o con la demagogia, si fa con i fatti: assicurare la stabilità di un insegnante stabile a tanti studenti che troppo spesso cambiano ogni anno i propri insegnanti, questa è buona scuola!