Il sindacato denuncia passi indietro rispetto al testo originario e chiede risorse certe per garantire l’internalizzazione del personale.
CGIL nazionale, FP CGIL e FLC CGIL sono intervenute in audizione parlamentare sulle proposte di legge che istituiscono il profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione degli alunni con disabilità, denunciando come “troppi siano ancora i punti irrisolti sulla promozione dell’inclusione scolastica”. Il testo attualmente in discussione alla Camera viene giudicato un arretramento rispetto al ddl n. 236 originariamente depositato al Senato, che indicava la strada dell’internalizzazione del personale nella pubblica amministrazione.
Per il sindacato, l’assistente all’autonomia è una figura strategica che si integra nell’équipe educativa senza sostituire il docente di sostegno, contribuendo al progetto educativo individualizzato e al progetto di vita di ogni alunno con disabilità. Critiche anche al doppio binario formativo previsto dal testo, ritenuto contraddittorio rispetto a una reale valorizzazione del profilo. Il sindacato chiede tutele di continuità occupazionale per chi già svolge questa attività e segnala il nodo centrale: senza risorse eterofinanziate certe e stabili, per gli enti locali sarà “molto difficile, se non impossibile” attuare le disposizioni sull’internalizzazione. Unica nota positiva, il riferimento per la prima volta in una legge dello Stato al contratto delle Funzioni Locali come contratto di riferimento per i servizi in appalto.