Oggi, 29 luglio, in settima Commissione al Senato riprende l’esame della proposta relativa al doppio canale di reclutamento, promossa dalla senatrice Ella Bucalo. Si tratta del disegno di legge 545 su “Disposizioni in materia di formazione e reclutamento degli insegnanti” presentato nel febbraio 2023.
Il disegno di legge muove dalla necessità di affrontare il fenomeno del precariato scolastico. L’obiettivo della proposta è fornire una risposta definitiva al problema del reclutamento.
Il fulcro della riforma, previsto dall’articolo 1, è la modifica delle modalità di assunzione per i posti comuni e di sostegno: si prevede che i posti vacanti rimasti dopo le normali immissioni in ruolo siano assegnati con contratto a tempo determinato ai docenti iscritti nella prima e seconda fascia delle GPS. Durante questo anno di contratto, i candidati svolgeranno un percorso di formazione e prova; in caso di valutazione positiva, verranno assunti a tempo indeterminato con decorrenza giuridica dal 1° settembre dell’anno di inizio del servizio.
Per i docenti assunti dalla seconda fascia delle GPS, la stabilizzazione è subordinata alla partecipazione a specifici corsi universitari annuali di abilitazione e specializzazione. Questi percorsi, organizzati dagli atenei in collaborazione con le scuole e l’amministrazione regionale, mirano a completare la formazione disciplinare e didattica, sviluppando anche competenze relazionali e comunicative. Il mancato superamento dell’esame finale permette la ripetizione del percorso, ma la partecipazione è obbligatoria, pena la decadenza dalla procedura di stabilizzazione.
L’articolo 3 interviene sulla carenza di docenti specializzati sul sostegno. Si prevede l’accesso al corso di specializzazione (TFA Sostegno), anche in sovrannumero, per tutti i soggetti risultati idonei nelle precedenti selezioni o che abbiano maturato almeno ventiquattro mesi di servizio su posto di sostegno nel sistema nazionale di istruzione.
La riforma introduce novità anche per la mobilità dei docenti di ruolo, prevedendo attività formative specifiche per facilitare il passaggio tra diverse classi di concorso o tra posto comune e sostegno. Per quanto riguarda gli insegnanti di religione cattolica, l’articolo 4 dispone che le assunzioni avvengano su tutti i posti vacanti e disponibili attingendo dagli idonei dell’ultima procedura concorsuale.
Infine, il disegno di legge introduce misure per gestire la fase di transizione e risolvere contenziosi pregressi. Le graduatorie dei concorsi ordinari vengono integrate con chi ha raggiunto il punteggio minimo alle prove orali e la loro validità è prorogata fino alla pubblicazione dei nuovi concorsi. Viene inoltre garantita la conferma in ruolo per il personale assunto “con riserva” che ha superato positivamente l’anno di prova, annullando eventuali provvedimenti di licenziamento già notificati per garantire la continuità didattica.
Il CNDDU, in un comunicato, ritiene che il disegno di legge possa rappresentare un passo importante verso una più efficace razionalizzazione del sistema di reclutamento, purché il percorso parlamentare consenta di affinare alcuni profili della disciplina. In particolare, appare opportuno consolidare il riconoscimento della formazione specialistica universitaria quale requisito qualificante della professionalità del docente di sostegno, valorizzare in maniera equilibrata il servizio prestato successivamente al conseguimento della specializzazione e prevedere meccanismi di stabilizzazione che consentano di ridurre il ricorso reiterato ai contratti a tempo determinato, garantendo maggiore continuità nei percorsi educativi.
Meriterebbe, secondo il Coordinamento, un ulteriore approfondimento la possibilità di rafforzare gli strumenti che favoriscono la permanenza del docente sul medesimo posto di sostegno, laddove ciò risulti compatibile con l’interesse educativo dell’alunno, con il Piano Educativo Individualizzato e con le esigenze organizzative dell’amministrazione scolastica. La continuità non può essere considerata un obiettivo meramente gestionale, ma un fattore che incide direttamente sull’efficacia dell’intervento educativo, sulla qualità della relazione didattica e sulla costruzione del progetto di vita dello studente con disabilità.
Una riforma organica del reclutamento dovrebbe, per loro, ricomporre in un disegno unitario tre dimensioni strettamente interdipendenti: qualità della formazione iniziale, valorizzazione dell’esperienza professionale maturata sul campo e stabilità del personale. Solo un equilibrio tra tali elementi può rendere il sistema coerente con i principi di imparzialità, buon andamento ed efficacia dell’azione amministrativa, assicurando al tempo stesso una risposta adeguata alle esigenze delle istituzioni scolastiche e ai diritti degli studenti.
Il dibattito sul reclutamento dei docenti di sostegno rappresenta un banco di prova della capacità dell’ordinamento di coniugare efficienza amministrativa e tutela dei diritti fondamentali. La qualità dell’inclusione scolastica non dipende esclusivamente dal numero delle assunzioni o dalla velocità delle procedure, ma dalla capacità delle norme di costruire un sistema nel quale formazione qualificata, esperienza professionale e continuità educativa concorrano a garantire l’effettività del diritto all’istruzione. Il CNDDU auspica che il Parlamento colga questa occasione per definire un quadro normativo stabile, coerente e lungimirante, capace di valorizzare le competenze dei docenti e di assicurare agli studenti con disabilità percorsi educativi realmente continui, personalizzati e orientati al pieno sviluppo della persona. Una scuola autenticamente inclusiva si costruisce attraverso scelte legislative che non rispondano soltanto alle esigenze del presente, ma sappiano interpretare con responsabilità le sfide educative delle future generazioni, hanno concluso.