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Prima Ora - Notizie del 29 luglio

29.07.2026

Maturità senza lode perché ha festeggiato in cortile, ex alunna contro la scuola: “Muro di burocrazia con sentinelle terrorizzate”

Una studentessa neodiplomata in un liceo di Napoli ha deciso di scrivere una lettera a Il Corriere della Sera in cui si rivolge alla sua dirigente scolastica. Il motivo? Dire la sua in merito alla sua mancata lode alla Maturità, a causa di un fatto accaduto nell’ultimo periodo di lezioni prima degli esami.

La ragazza ha ricevuto otto in condotta perché l’ultimo giorno di scuola è scesa a festeggiare in cortile insieme ai suoi compagni, infrangendo un divieto. L’otto in condotta, in base alla nuova disciplina del comportamento, preclude la possibilità di prendere il massimo dei crediti scolastici.  

Il testo della lettera

“Cara preside. Anzi, la chiamo col nome che le hanno assegnato: cara dirigente scolastica, cari professori, caro ministro e cari tutti quelli che stanno contribuendo all’uccisione dell’istituzione scolastica, guardiamoci attorno, cosa resta? Nell’appiattimento di ogni pensiero divergente in nome di un’approssimativa e spesso falsa valorizzazione delle competenze personali, cosa resta della scuola? Cosa resta del tempo in classe se di anno in anno è sempre più sacrificato per lasciar posto a una serie di attività formalmente volte a far trovare ad ognuno di noi il proprio posto nel mondo, come se fosse una cosa che si deve cercare, individuare e raggiungere, proprio come un obiettivo? Orientarsi, conoscersi, trovare una direzione o fabbricare, impacchettare e spedire all’ufficio più adatto?

Quando ci siamo seduti all’esame di maturità quest’anno ci è stato chiesto di presentarci, di presentare il nostro curriculum, come fossimo a un colloquio di lavoro. Mi chiedo: se nell’arco della nostra esperienza liceale sono stati così evidenti gli stravolgimenti, tra altri cinque anni a cosa saranno sottoposti gli studenti che finiscono la scuola, ammesso che vi sia ancora un esame?

Ci abbiamo provato per vie democratiche a raccontarvi la nostra idea di scuola, facendoci eleggere rappresentanti di classe, d’istituto e delle consulte provinciali, presentando programmi che portassero avanti le proposte degli studenti. Perfino le cose più semplici sono diventate enormi montagne da scalare. Ci siamo scontrati contro un muro invalicabile di burocrazia, sorvegliato da sentinelle che terrorizzate gridano alla «sicurezza». Ma che sicurezza è mai questa? La sicurezza di non avere responsabilità? La sicurezza che se mai succedesse qualcosa di grave la colpa non ricadrebbe su di voi?

Abbiamo provato ad organizzarci autonomamente, con piccole azioni concrete come inserire dei distributori di assorbenti nei bagni seguendo la formula «se ti serve prendilo, se ce l’hai lascialo». Noi i bambini capricciosi a cui è stato tolto l’intervallo, noi i bambini capricciosi che non possono usare il cortile della scuola, noi i bambini capricciosi che vogliono fare il concerto di fine anno, noi i bambini capricciosi che provano a capire il mondo, che si organizzano, che vengono calpestati… Lentamente ci è stato strappato ogni momento di socialità, di appartenenza alla comunità, di partecipazione alla vita scolastica.

«Ragazzi non ci pensate, su, concentratevi sullo studio e divertitevi». Il divertimento, il grande argomento che viene usato per metterci a tacere. L’anestetizzante collettivo, la grande distrazione: «Non pensate a queste cose, godetevi gli anni di scuola, che poi non ritorneranno». Il viaggio d’istruzione in crociera, la grande soluzione: il contentino per tenerci buoni, unito alla possibilità di sorveglianza, di tenerci sotto controllo, chiusi in un centro commerciale galleggiante.

Cara dirigente, non ce l’ho con lei, lei non fa altro che eseguire impeccabilmente le direttive che riceve dall’alto. È ben conscia del ruolo che ricopre, ricorda, è stata lei a dirmelo: a lei spetta il compito di far funzionare tutto correttamente e di garantire che all’interno della scuola tutto si svolga in sicurezza; della formazione si occupano i professori. Nella nostra fabbrica ognuno svolge solo il proprio compito, ognuno guarda il suo, non si tiene conto del processo completo: io metto un bullone, io saldo un punto, io do una martellata…

Tutto rigorosamente in ordine e sicurezza. La disciplina, la vostra arma più potente. Nei momenti di instabilità è bene mostrarsi sicuri, autorevoli: la condotta avrà un peso sempre maggiore! Guai a chi disobbedisce! Il massimo dei crediti solo a chi lo merita, solo a chi sta sempre sull’attenti, risponde agli ordini e non contesta! Se questa è la scuola, siamo contenti di non meritare il credito che spetta ai vostri migliori”.

Maturità, si attendono ricorsi?

Contenziosi sui voti, gli scrutini, i risultati della maturità. Sono tante le situazioni che nel corso dell’anno possono innescare ricorsi nei confronti delle decisioni dei docenti e dei consigli di classe. A raccontarli, in una puntata di Scuola Talk, è stato Dino Caudullo, presidente del Sidels, Società Italiana di Diritto E Legislazione Scolastica.

Secondo alcuni dati riportati da La Tecnica della Scuola, soltanto nel territorio di Roma, negli ultimi cinque anni, i contenziosi sarebbero aumentati del 25%Una vera e propria “impennata” dei ricorsi, che secondo alcuni osservatori potrebbe addirittura innescare una paura di bocciare negli insegnanti, che subirebbero una sorta di condizionamento. Con l’effetto collaterale di “falsare” le valutazioni sulle competenze raggiunte alla fine dell’anno.

Un capitolo a parte merità l’esame di maturità. Come chiarito dall’avvocato Isetta Barsanti Mauceri, esponente del Sidels, la riforma non avrà particolari effetti sul tema dei ricorsi. Cosa fare, dunque, per evitare che si verifichino situazioni di questo tipo? E in generale, fino a dove si estende la “libertà” di valutazione dei docenti, e quando possono intervenire i giudici?

Molto spesso i genitori, prima di fare ricorso, assistiti dai propri legali, richiedono un semplice accesso agli atti per capire se sono state commesse irregolarità: di questo argomento abbiamo parlato proprio recentemente, nell’ultima guida di SOS dirigenti scolastici, curata dall’ex dirigente scolastica Gabriella Chisari.

Sono tanti gli aspetti da tenere in considerazione, insomma. Un tema delicato, dice l’avvocato Caudullo, riguarda per esempio gli studenti con bisogni educativi speciali, che possono avere sensibilità particolari che nel corso di un’interrogazione possono pesare in negativo.

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