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Dpef: per la scuola oltre il danno anche le beffe

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Approvato il 15 luglio scorso dal Consiglio dei Ministri, il Dpef (Documento di programmazione economico-finanziaria) per il quadriennio 2000-2013 sta iniziando il suo percorso parlamentare.
A partire dal 22 luglio se ne occuperà anche la Commissione Cultura della Camera che dovrà esprimere il proprio parere e trasmetterlo alla Commissione Bilancio che, a sua volta, avrà il compito di riferire in aula prima della chiusura estiva.
In realtà il Dpef di quest’anno, contrariamente ad analoghi documenti precedenti, non prevede particolari misure per la scuola e per l’Università e si limita in sostanza ad elencare le iniziative assunte dalla legge 133/08 in avanti.
Tutta la politica scolastica degli ultimi 12 mesi è condensata in 4 righe:  “Nel campo dell’istruzione è stato attuato un processo di razionalizzazione del  personale, accompagnato da una serie di interventi volti a premiare il merito e l’impegno degli studenti, ed è stato avviato un sistema nazionale di valutazione degli apprendimenti. È stata altresì riorganizzata la rete scolastica ed è stata valorizzata l’autonomia delle istituzioni scolastiche”.
Righe nelle quali, a ben vedere, sono contenute affermazioni non del tutto esatte: non è ben chiaro, infatti, in cosa consistano gli “interventi volti a premiare il merito e l’impegno degli studenti”, mentre si dimentica che il sistema nazionale di valutazione degli apprendimenti esiste da diversi anni e non è stato certamente avviato nel 2008/2009.
Ma è il riferimento alla valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche che lascia particolarmente perplessi: con il 2009 le scuole si sono viste ridurre in modo drastico i finanziamenti (i fondi per il funzionamento ordinario sono per azzerati e non si ha nessuna notizia di un eventuale, seppure parziale, ripristino).
Il taglio delle risorse finanziarie rappresenta per le scuole un danno rilevante oltre che una effettiva limitazione dell’autonomia scolastica.
Ora nel Dpef si legge che l’autonomia è stata valorizzata: insomma, oltre al danno anche le beffe.