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27.10.2025

Dress code, in un liceo chi entra con abiti succinti, tacchi o cappelli riceve un’ammonizione scritta: la circolare

Redazione

Ancora circolari relative al dress code a scuola. Stavolta a fare scalpore è quanto disposto da un liceo di Terni, come riportano Ansa e Il Messaggero.

I vestiti vietati

Il documento dispone che non è consentito presentarsi in istituto con infradito da spiaggia o ciabatte; pantaloni corti (consentiti almeno fino al ginocchio); minigonne succinte; maglie che lascino scoperta la pancia o la schiena; top o canotte di qualsiasi lunghezza o misura; indumenti troppo scollati; capi eccessivamente strappati-bucati o che lascino vedere la biancheria intima; indumenti trasparenti o con scritte e immagini inopportune; cappelli all’interno delle aule.

Si precisa inoltre che, “per ragioni di sicurezza (per esempio, in caso di necessità di evacuazione dell’edificio), è vietato indossare scarpe con zeppe o tacchi troppo alti”. Si invitano, quindi, “le studentesse e gli studenti, e tutti coloro che accedono ai locali scolastici a qualsiasi titolo, a presentarsi con abbigliamento sobrio e ordinato”.

“La scuola è in primis un luogo educativo e formativo – sottolinea il dirigente scolastico – in cui è fondamentale mantenere un comportamento adeguato e rispettoso, anche attraverso la scelta dell’abbigliamento.

Le sanzioni

Cosa succederà a chi non osserverà la disposizione? “I docenti annoteranno sul registro una ammonizione scritta che inciderà sul voto di condotta finale. Il Coordinatore del Consiglio di classe, inoltre, avrà cura di comunicare formalmente ai genitori dei minori il mancato rispetto delle norme”.

“Si ribadisce – è detto nella circolare – che la scelta di un abbigliamento consono all’ambiente scolastico è una forma di decoro e di rispetto nei riguardi dei docenti, di tutto il personale della scuola, dei compagni di classe, dell’istituzione scolastica. Pertanto, tutto il personale vigilerà affinché le disposizioni siano rispettate”.

Il focus della Tecnica della Scuola

La Tecnica della Scuola ha deciso di analizzare il fenomeno con un focus: quali regole si sono date le varie scuole in materia di dress code? I vari divieti riguardano anche i docenti? C’è bisogno di maggiori regole oggi rispetto al passato perché ci sono stati profondi cambiamenti nei costumi? I divieti riguardano perlopiù le studentesse?

Innanzitutto abbiamo passato in rassegna alcune delle circolari più disparate, che vietano anche di indossare, ad esempio, gioielli, occhiali da sole, o di avere le unghie lunghe.

Dress code docenti, è legittimo?

Abbiamo cercato di capire come funzionano i divieti in alcuni casi estesi ai docenti: come si sanziona un insegnante che indossa abiti succinti o poco consoni all’ambiente scolastico? Le circolari che riportano divieti per docenti sono legittime? A rispondere a questa domanda Patrizia Basili, dirigente nazionale della Gilda degli Insegnanti, e Cristina Costarelli, dirigente Associazione Nazionale Presidi Lazio.

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Dress code: il parere della sociologa e della psicologa

E gli esperti, cosa dicono? Per la psicologa e psicoterapeuta Giuliana Proietti, “l’obiettivo della scuola, prosegue, dovrebbe essere quello di educare le giovani generazioni, non di censurare i loro comportamenti, per quanto stridenti essi possano essere rispetto alle aspettative”. Per questo suggerisce un confronto aperto sul tema con gli studenti e le famiglie, anziché degli obblighi calati dall’alto. Sulla stessa lunghezza d’onda la sociologa e saggista Graziella Priulla“Si sta prestando molta attenzione al tema del dress code, anche dal punto di vista del rischio della sessualizzazione. Ma esistono pure i rischi legati a un consumismo esasperato che porta all’ostentazione del denaro, che parte già all’asilo, dove i bambini cercano già lo zainetto, le scarpe, gli abiti firmati“.

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