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Due lauree lo stesso giorno, un 23enne: “Volevo osare. Studiavo dalle 8 all’1 di notte. I docenti mi hanno tarpato le ali”

Due cerimonie di laurea, due festeggiamenti, due tesi: un ragazzo di 23 anni di Bolzano è riuscito nell’ardua impresa di laurearsi due volte lo stesso giorno. Ai microfoni de Il Corriere della Sera ha spiegato come e perché lo ha fatto.

Una vera e propria impresa?

Il ragazzo ha ottenuto di mattina la laurea in Ingegneria meccanica (votazione 95/110); il pomeriggio, in Ingegneria gestionale (96/110). Ecco le sue parole: “Dopo la triennale, ho pensato: che cosa rimarrà delle ore passate sui libri? Tanto studio per poi dimenticarmi tutto? No. A quel punto tanto valeva farne due. Al Politecnico, lo scriva: che non si dica che sono andato in università ordinaria! La legge me lo consentiva. Un po’ da fuori di testa, ma non importa: volevo osare”.

“Nessuno doveva saperlo. Né professori né amici. L’anonimato, tuttavia, è durato poco. Non volevo fallire né essere trattato come un genio. Una dualità tutta mia”, ha aggiunto.

Il percorso non è stato facile: “Mi sono trovato a seguire sette corsi, tre di gestionale e quattro di meccanica. Studiavo dalle 8 all’1 di notte, sei giorni su sette, con tre ore sparse tra spostamenti, preparazione e pranzo e cena. Mi sono messo nella condizione più difficile per il primo semestre, per testarmi. Dodici volte tra scritti e orali. In alcuni casi, succedeva che lo stesso giorno dovessi fare la mattina uno scritto e il pomeriggio un altro orale. Ho visto che, correndo come un pazzo, ce la potevo fare”.

“I professori che ho contattato hanno iniziato a tarpare le ali… Discorsi burocratici, normativi… Mi dissuadevano”, ha concluso.

Parlare dei successi di chi è brillante è tossico?

Questa si tratta sicuramente di un’eccellenza, anche tenendo conto dell’età del ragazzo. Si rischia però di portare avanti un discorso tossico: l’eccellenza va sicuramente celebrata, ma non si può considerare, appunto, qualcosa di normale, a cui tutti dovrebbero aspirare.

Ad ottobre del 2022 ha fatto discutere la notizia relativa alla laurea di una ventitreenne veronese che ha il merito di essersi laureata con 11 mesi di anticipo in medicina con voto 110 e lode e menzione d’onore all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Questa studentessa brillante è stata lodata per il suo risultato eccellente, per averlo raggiunto in fretta e per aver avuto un obiettivo preciso per il quale ha faticato senza dare spazio ad altro nella vita. “Non ho perso tempo, non perdo mai tempo. Mi aiuta poi il fatto di dormire poco, per me il sonno è tempo perso”, ha dichiarato ai media.

Per molti, però, si tratta di una narrazione alquanto tossica, che spinge gli studenti ad avere obiettivi troppo difficili da ottenere, con conseguente frustrazione di chi non riesce.

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