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Eccelle nelle materie d’indirizzo ma viene bocciata, TAR: la scuola avrebbe dovuto tener conto dei traumi personali dovuti ai tentativi di contatto della madre biologica

Con la sentenza n. 01066/2026, la Seconda Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Lecce) ha annullato la bocciatura inflitta a una studentessa iscritta al terzo anno del Liceo Statale ad indirizzo Scienze Umane (opzione Economico Sociale) di Lecce. I giudici amministrativi hanno accolto pienamente il ricorso proposto dai genitori della minore contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’istituto scolastico.

Eccellenza nelle materie di indirizzo

Al termine dell’anno scolastico 2024/2025, la studentessa aveva riportato un rendimento scolastico complessivamente molto positivo, con una media generale pari a 6,92 e punte di eccellenza nelle discipline caratterizzanti il suo percorso di studio, tra cui 10 in Diritto ed Economia, 9 in Educazione Civica e 7 in Scienze Umane. Ciononostante, a causa di due insufficienze nelle materie di Inglese e Matematica, il Consiglio di Classe aveva deliberato la sospensione del giudizio.

A seguito delle prove di recupero sostenute a fine estate – concluse con le valutazioni di 3/10 in Inglese e 5/10 in Matematica – la scuola aveva deliberato la non ammissione dell’alunna alla classe successiva, confermando la bocciatura anche a seguito di ben due istanze di autotutela presentate dalla famiglia.

Traumi familiari e vulnerabilità emotiva ignorati

Dietro il calo di rendimento nelle due discipline si celava una drammatica vicenda personale. L’alunna, che è stata adottata, è stata colpita proprio nella fase finale dell’anno scolastico da eventi fortemente traumatici legati ai reiterati tentativi di contatto da parte della madre biologica. La donna aveva prima inviato una lettera e poi si era presentata fisicamente all’uscita dell’istituto scolastico, episodi che avevano spinto la famiglia a sporgere denuncia e che hanno portato alla ratifica di una richiesta di ammonimento da parte del Questore di Lecce.

Come attestato da perizie medico-legali prodotte in giudizio, tali avvenimenti hanno provocato nella ragazza uno stato d’ansia acuto e una profonda vulnerabilità psico-emotiva, condizionando negativamente la sua preparazione agli esami di riparazione. Nonostante la situazione fosse stata formalmente partecipata all’istituto, il Consiglio di Classe non ne aveva tenuto alcun conto nell’iter logico-argomentativo della bocciatura.

Le motivazioni della sentenza: illegittimo il giudizio rigido e stereotipato

Nella pronuncia il TAR ha ravvisato un evidente deficit motivazionale e la violazione dell’obbligo di motivazione sancito dall’art. 3 della legge 241/190. I magistrati hanno evidenziato che la scuola si è arrestata a una formula stereotipata basata sul mero esito negativo delle due singole prove estive, ignorando sia il brillante percorso complessivo della ragazza sia l’impatto dei traumi personali subiti.

Inoltre, il tribunale ha sottolineato come la scuola avrebbe dovuto attivare tempestivamente percorsi didattici personalizzati e misure specifiche di inclusione per alunni in condizioni di fragilità, così come previsto dalle Linee di indirizzo ministeriali del 28 marzo 2023 per il diritto allo studio degli alunni adottati. Richiamando un consolidato indirizzo giurisprudenziale, il collegio ha ribadito che anche in sede di esami di riparazione il Consiglio di Classe è tenuto a compiere una valutazione globale ed esaustiva dell’intero processo di apprendimento e del rendimento complessivo dello studente.

L’esito della vicenda

Già ammessa con riserva a frequentare la classe quarta in virtù delle ordinanze cautelari emesse dal TAR nell’autunno 2025, la studentessa vede ora definitivamente annullati tutti gli atti di bocciatura e i relativi rigetti dell’istituto. Il Ministero dell’Istruzione e l’istituto scolastico sono stati condannati in solido al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 2.000 euro.

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