Home Sicurezza ed edilizia scolastica Ecco le scuole del futuro secondo Faraone

Ecco le scuole del futuro secondo Faraone

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Il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, commentando le proposte di Renzo Piano, architetto italiano di fama internazionale e Senatore a vita, ha scritto su Facebook: «Non è una lim o un videoproiettore a rendere una scuola nuova. Né una parete dipinta in maniera diversa. Una scuola innovativa è una scuola con una idea di futuro non convenzionale».

Una struttura «pensata» insieme al maestro e pedagogo Franco Lorenzoni e allo psichiatra e sociologo Paolo Crepet: situata in periferia, articolata intorno ad un albero e con la «torre dei libri» (la biblioteca) che corre a tutta altezza fino al terrazzo. Un modello di scuola sostenibile, in grado di spingere a ripensare gli spazi, a immaginare un uso più versatile delle aule in modo da stimolare l’ascolto e la concentrazione dei bambini ed evitare di costringerli per ore in scomodi bianchi, limitando la loro libertà e fantasia. Una scuola di ispirazione montessoriana, in cui l’educazione avviene non solo tramite le parole ma anche attraverso le esperienze che il bambino fa nell’ambiente che lo circonda, che deve quindi essere ricco e stimolante.

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Lazio e Lombardia sono risultate le regioni dove l’innovazione scolastica è più diffusa, ma anche la Puglia ha un picco di eccellenze. A innovare sono soprattutto gli istituti tecnici, mentre i licei seguono a una certa distanza.

La ricerca verrà presentata il 16 maggio a Bologna durante l’evento Learning city. Scopo della mappatura, appunto, far partire il programma Scuole Changemaker. E poi selezionare e sostenere una o più scuole affinché il loro progetto di innovazione scolastica possa essere rafforzato e replicato. Oltre 300 le scuole citate nella mappa interattiva, sia paritarie, sia pubbliche (il 95%). 124 le scuole superiori, per il 39% licei, e per il 61% scuole tecniche o professionali. Meno del 2% del totale i licei classici.

Tra le più significative innovazioni tecnologiche, robotica educativa, tecnologia digitale, didattica interattiva, classi che si trasformano in laboratori, FabLab e stampanti 3D, libri di testo autoprodotti, e il bilinguismo a partire dalla scuola primaria.