BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
29.05.2026
Aggiornato il 30.05.2026 alle 00:19

Valditara chiama il prof aggredito a San Vito Lo Capo: “le sono vicino, complimenti per la gestione”. I sindacati: emergenza educativa scaricata sui prof

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha sentito telefonicamente il docente di Educazione Tecnica aggredito venerdì 29 maggio in una scuola media di San Vito Lo Capo, piccola località sul mare del Trapanese, da uno studente 11enne armato di coltellino: il ragazzino si è d’improvviso alzato dal banco e con fare minaccioso, forse a seguito di un voto basso al termine di un’interrogazione, ha cercato di colpire il docente, il quale fortunatamente ha quasi subito disarmato il giovane, uscendo dalla colluttazione con poco più di qualche graffio. Il docente, inoltre, ha espresso il desiderio di non chiamare i sanitari.

Dal Ministero hanno fatto notare che con la telefonata il titolare del Mim ha “voluto manifestare la sua vicinanza” al professore “e si è complimentato per come ha saputo gestire con grande equilibrio una situazione potenzialmente drammatica”.

Lo studente, scrive l’Ansa, “avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso il tutto in diretta video su un gruppo Telegram”.

Anche se il ragazzino 11enne non è perseguibile per legge, la Procura dei minori ha comunque avviato le indagini e aperto un procedimento. E all’Adnkronos risulta che nella serata del 29 maggio si sono svolte perquisizioni nella casa dove vive il giovane, con sequestri di dispositivi informatici.

L’alunno – che in passato “non ha mai mostrato un carattere violento o avuto un comportamento aggressivo” – poche ore prima dell’accaduto avrebbe “scritto su Tik Tok ‘non incolpatemi per quel che farò tra 4 ore’. Sotto al post centinaia i commenti, alcuni di follower che sembra avessero compreso di cosa stesse parlando. Molti i like e molte le frasi”, quasi di solidarietà per il gesto, “come ‘ci hai provato’ o ‘buona fortuna’”.

Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri il ragazzino, che verrebbe da una famiglia problematica, avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni: nel corso della giornata sono stati ascoltati i genitori e di docenti dell’alunno di 11 anni.

Sulla vicenda ha aperto una indagine la Procura dei minorenni di Palermo, competente per tutto il distretto di Corte d’appello, quindi anche per la provincia di Trapani: sempre secondo l’agenzia di stampa, “i magistrati stanno cercando di ricostruire la dinamica esatta dell’aggressione e di capire se ci sia stata premeditazione”.

L’aggressione, davvero inaspettata, ha scosso non poco gli altri alunni della classe, tanto che alcuni avrebbero accusato un lieve malore.

“É un episodio davvero grave, che mostra quanto ormai sia dilagante nelle nostre scuole il disagio giovanile acuto e un’emergenza educativa, che non possono essere scaricate interamente sul personale scolastico”, hanno detto la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Cisl Scuola Palermo Trapani Vito Cassata.

Secondo Adriano Rizza, segretario generale della Flc Cgil Sicilia, però “non è alzando muri o militarizzando le aule che si risolvono problemi che hanno radici sociali, culturali ed economiche profonde. La vera risposta, l’unica possibile in un paese civile, è un investimento educativo massiccio e strutturale, che parta dal riconoscimento del ruolo insostituibile della scuola pubblica come presidio di legalità, inclusione e crescita democratica”.

“Il personale della scuola – docenti, personale ATA, educatori – è quotidianamente in prima linea per arginare fenomeni di violenza, bullismo e devianza minorile, ma lo fa senza strumenti adeguati, in strutture spesso insicure e con retribuzioni che restano le più basse d’Europa. È inaccettabile – denuncia il segretario Flc – che chi ha il compito di formare i cittadini di domani sia sistematicamente umiliato non solo da episodi di aggressione, ma anche da classi sovraffollate e dalla cronica mancanza di personale specializzato come psicologi, pedagogisti e assistenti sociali“.

“Chiediamo con urgenza al Governo nazionale e alla Regione Siciliana un piano straordinario di investimenti per la scuola – conclude Rizza –. Risorse per mettere in sicurezza gli edifici scolastici, per potenziare gli organici, per introdurre stabilmente figure professionali di supporto psicopedagogico e per restituire finalmente una retribuzione dignitosa” a docenti e Ata.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate