Il tema dell’edilizia scolastica crea dibattito tra Ministero e sindacati. La Flc Cgil ha risposto così al ministro Valditara che ha annunciato 114 milioni di finanziamento:
“La recente Relazione della Corte dei conti sul Rendiconto 2025 ha scoperchiato il vaso di Pandora dell’edilizia scolastica: a fronte di un patrimonio in cui oltre il 41% degli edifici è privo di collaudo statico e il 56% non ha l’agibilità, la capacità di spesa del Ministero si è fermata solo al 26%. Ben 2,3 miliardi di euro sono rimasti bloccati nel Fondo unico per l’edilizia sotto forma di residui passivi. La magistratura contabile ha individuato chiaramente il “collo di bottiglia” che blocca questa imponente mole di risorse: molti Comuni, specialmente quelli più piccoli, non hanno le professionalità tecniche e amministrative interne per progettare gli interventi, predisporre i progetti esecutivi e far partire effettivamente i cantieri”.
“Per l’edilizia scolastica, i correttivi proposti dal Governo nel disegno di legge di Assestamento (approvato alla Camera il 5 agosto come A.C. 3006 e ora trasmesso al Senato) tentano una strategia di emergenza diversa. Prendendo atto che il primo vero imbuto è la progettazione, la manovra non stanzia nuovi fondi teorici per le opere, ma interviene erogando integrazioni di sola cassa per 167 milioni di euro, destinate direttamente ai Comuni per finanziare le spese di progettazione degli interventi di messa in sicurezza e di efficientamento energetico delle scuole. Accanto a questo intervento principale, il disegno di legge prevede ulteriori integrazioni di cassa mirate:
I correttivi introdotti con l’Assestamento 2026 rappresentano certamente un segnale importante, ma resta aperto il nodo strutturale, perché i correttivi introdotti dall’Assestamento difficilmente potranno essere risolutivi se non saranno accompagnati da un rafforzamento della capacità amministrativa degli enti territoriali e da una semplificazione delle procedure”.
“Mentre il Ministro dell’Istruzione e del Merito firma un decreto da 114,4 milioni di euro, dichiarando trionfalmente che la sicurezza delle scuole è “una priorità strategica” – continua la Flc Cgil – la dura realtà amministrativa emerge implacabile dalle pagine della Gazzetta Ufficiale. Quasi contemporaneamente alla grancassa mediatica dell’annuncio, il Ministero è stato infatti costretto a pubblicare ben tre decreti di proroga e differimento dei termini. Si evidenzia il decreto del 7 luglio 2026 che concede un’ulteriore proroga per l’aggiudicazione definitiva degli interventi antisismici dei Piani 2023-2025: la prova provata che i Comuni, a distanza di anni dallo stanziamento, non riescono nemmeno ad affidare i lavori alle ditte. Lo stesso affanno burocratico travolge la rendicontazione dei fondi dell’8 per mille per il ripristino dell’agibilità scolastica (decreto 7 luglio 2026) e finanche il differimento dei termini per rendicontare le indagini diagnostiche eseguite su solai e controsoffitti (decreto 22 giugno 2026).
È la smentita del paradosso ministeriale: da un lato si annunciano nuovi riparti e si caricano gli enti locali di adempimenti e scartoffie, dall’altro si è costretti a rincorrere costantemente i ritardi dei vecchi piani perché i Comuni, privati di supporto tecnico e amministrativo stabile, non riescono a stare al passo”.
“C’è però un ulteriore aspetto che oggi non può più essere trascurato. Il concetto stesso di sicurezza degli edifici scolastici è cambiato. Non riguarda più soltanto il collaudo statico, l’agibilità o la prevenzione incendi, ma deve necessariamente comprendere anche l’adattamento degli edifici agli effetti del cambiamento climatico. Le sempre più frequenti ondate di calore stanno rendendo molte aule ambienti inadeguati allo svolgimento delle attività didattiche e lavorative, con ricadute sulla salute, sul benessere e sulle condizioni di apprendimento di studenti e personale. Come recentemente evidenziato anche dalla FLC CGIL, l’adeguamento climatico degli edifici scolastici non rappresenta più un intervento accessorio, ma una componente essenziale delle politiche di edilizia scolastica per progettare edifici capaci di garantire condizioni ambientali adeguate durante tutto l’anno.
Pertanto, proprio perché il disegno di legge di Assestamento, dopo il via libera della Camera (avvenuto con l’approvazione del Rendiconto 2025 il 4 agosto e dell’Assestamento il 5 agosto), è ora trasmesso al Senato, esiste la possibilità di rafforzarne i contenuti. Sarebbe questa l’occasione per affiancare agli interventi sulla progettazione una concezione più ampia della sicurezza scolastica, che includa anche l’adattamento climatico degli edifici. Secondo la FLC CGIL, il vero banco di prova non sarà quindi soltanto la capacità di trasformare le risorse in progetti approvati e cantieri aperti, ma quella di consegnare a studenti e lavoratori edifici scolastici sicuri, pienamente agibili e in grado di garantire ambienti di apprendimento e di lavoro salubri, vivibili e adeguati agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico“.