“In voi rivedo i miei figli”. È sempre una grande emozione tornare tra i banchi di scuola. A pronunciare queste parole è stato Gino Cecchettin, il papà di Giulia, uccisa a 22 anni dal compagno Filippo Turetta. Nel corso di un incontro al liceo classico milanese ‘Cesare Beccaria’ davanti a oltre 400 studenti, Cecchettin è stato ospite di un incontro di educazione all’affettività (progetto CampBus). Lo riporta il ‘Corriere della Sera’.
Un incontro sulle emozioni, la capacità o l’incapacità di gestirle: “Non bisogna mai sentirsi in colpa, se si prova un’emozione. Ma quando diventa molto forte, è importante parlarne con chi ti vuole bene, ritagliarsi il tempo per farlo. In occasione del 22esimo compleanno di Giulia le avevo regalato un sabato: io e lei, da soli. Siamo andati a Padova e abbiamo chiacchierato tantissimo. Chiedete del tempo, ai vostri genitori” spiega Cecchettin.
“Qual è stato il vostro momento più memorabile?” ha chiesto il papà di Giulia ai ragazzi. Il suo è stato la nascita di Elena, la prima figlia. “Da quando abbiamo dato vita alla Fondazione ho sentito, girando per le scuole, circa tremila momenti memorabili. E sono quasi tutti di socialità, hanno a che fare con l’altro, con un momento di condivisione”.
“La Fondazione risponde a uno scopo: parlare di violenza di genere, offrire momenti di ascolto dei ragazzi e occasioni di confronto sui loro stati d’animo. Qualche tempo fa – dice Gino – era seduto in aereo, una ragazza mi ha toccato la spalla e mi ha detto: “Grazie. Quello che stai facendo con la Fondazione mi ha salvato la vita”. Aveva avuto la forza di lasciare un ragazzo violento.