Ogni giorno la cronaca ci rimanda con brutalità al tema di relazioni affettive tossiche che sfociano poi spesso in mancanza di rispetto, violenza e persino omicidio.
Sono storie attualissime: l’omicidio a scuola a La Spezia, che pare nato proprio dentro un contesto di questo tipo, legato alla relazione con una compagna di studi; il femminicidio di Anguillara in cui il marito ha ucciso e fatto sparire per settimane la moglie; e potremmo continuare per pagine.
E attorno allo stesso tema ruota anche il dibattito e lo scontro politico derivante dalla nuova proposta di testo sul reato di violenza sessuale in discussione al Senato che, dopo la votazione all’unanimità alla Camera, rischia ora di avvilupparsi attorno ai termini Consenso / Dissenso.
«Mi controllava, non potevo uscire da sola»; «mi ha dato uno schiaffo perché ho riso alla battuta dell’amico»; «l’ho lasciato ma lui continuava a cercarmi, insisteva per rivederci: mi sentivo in colpa e ho accettato un appuntamento, anche se le amiche mi dicevano di non andarci»; «Mi pedinava e mi faceva seguire dai suoi amici»; «l’ho respinto e ha cominciato a perseguitarmi».
Sono queste le parole con cui alcune ragazzi hanno raccontato ieri a Gino Cecchettin – durante un incontro con altri 300 studenti delle scuole superiori a Treviso – le proprie storie di violenza e vessazioni.
Come racconta il quotidiano on line Il Nordest, Gino Cecchettin ha ricordato l’elenco di comportamenti descritti dalla figlia sul diario personale, i “15 motivi per lasciare Filippo”, e ha fatto notare come in ogni voce della lista ci sia una prevaricazione della libertà.
Non si tratta di semplici appunti personali quanto piuttosto di una guida che tutti possono uusare per analizzare se una relazione è sana o è tossica.
E tutti significa sia maschi che femmine.
E proprio l’educazione sessuo-affettiva per cui si batte anche la Fondazione Giulia Cecchettin costituisce secondo molti esperti ed educatori un elemento chiave nell’impegno contro la violenza di genere. A livello legislativo da un lato il Ddl 979/2023 mira a introdurre l’educazione sessuo-affettiva obbligatoria, mentre dall’altro, nel 2025, sono emersi tentativi (come il DDL Valditara) di vietare tali attività nelle scuole dell’infanzia, primaria e, in alcune proposte, secondarie, sollevando critiche da parte di psicologi e ostetriche.
A prescindere dai percorsi normativi è interessante andare a leggere che cosa si intende, secondo la proposta di legge 979/23 per intelligenza emotiva e poi per educazione sessuale:
« intelligenza emotiva » (è) la particolare forma di intelligenza della sensibilità che, nel computo delle abilità legate ad ambiti emotivi e psicosociali, favorisce processi formativi volti a:
a) incoraggiare una conoscenza consapevole di sé stessi e delle proprie emozioni in età evolutiva;
b) alimentare e sostenere la capacità di riconoscere le proprie emozioni in relazione a quelle di chi ci circonda, imparando a interagire in modo costruttivo con gli altri;
c) prevenire comportamenti sociali a rischio, lesivi della dignità della persona, nella sfera privata, etica, religiosa, e con specifico riferimento alla parità di genere.
Per « educazione sessuale » si intende un insieme di interventi educativi, rivolto agli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che miri a una piena e compiuta consapevolezza della sessualità, nel pieno rispetto e riconoscimento dei valori di uguaglianza, pari dignità e rispetto dell’altro, col fine di prevenire e fronteggiare ogni forma di disagio in ambito scolastico, familiare e sociale, nonché comportamenti a rischio quali bullismo, cyberbullismo o forme qualsivoglia di prevaricazione e violenza di genere
Definizioni decisamente interessanti sul versante educativo e formativo e che dovrebbero aiutare ragazze e ragazze a elaborare un proprio personale vissuto improntato al rispetto, all’uguaglianza, alla pari dignità.
Di tutto questo discuteremo il 13 febbraio alle ore 11:00 con Gino Cecchettin che dialogherà con studentesse e studenti, in un percorso intenso di educazione civica che oggi più che mai è chiamata a formare persone capace di rispetto e relazioni paritarie.
In queste settimane affronteremo con diversi articoli i molti aspetti che toccano questo tema favorendo così la possibilità di approfondire e prepararsi.
I docenti che volessero seguire con la propria classe le lezioni di Educazione Civica in diretta sul canale YouTube della Tecnica della Scuola, possono compilare il seguente form:
Le classi che desiderano proporsi per partecipare in studio (o in collegamento video) ad una delle dirette, interagendo con gli ospiti, possono contattare la redazione, inviando una mail a info@tecnicadellascuola.it, inserendo i dati utili (istituto, classe interessata, docente referente e recapito telefonico). La disponibilità per la partecipazione alla diretta è limitata al raggiungimento dei posti possibili.