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Educazione civica: si parte con la sperimentazione o si rinvia tutto di un anno?

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Fra le prime “grane” che il nuovo Ministro dovrà affrontare c’è anche quella dell’insegnamento dell’educazione civica.
Certamente non si tratta di una questione di vita o di morte ma resta il fatto che toccherà proprio  a Lorenzo Fioramonti portare a termine la procedura avviata dal precedente Ministro.

La bozza del decreto ministeriale

Nei giorni scorsi il ministro Bussetti aveva predisposto una bozza di decreto per consentire l’avvio dell’insegnamento dell’educazione civica già dall’anno scolastico 2019/2020, ma solo sotto forma di sperimentazione nazionale.
Sulle iniziative di sperimentazione, però, il Consiglio superiore della pubblica istruzione deve esprimere il proprio parere, obbligatorio ma non vincolante.
Il CSPI ha già calendarizzato i lavori e ha deciso di prendere in esame la bozza di decreto nella prossima seduta dell’11 settembre.

Piace poco l’idea della sperimentazione

Il fatto è che negli ultimi giorni ci sono state diverse prese di posizione sull’argomento e, a quanto pare, l’idea di attivare una sperimentazione nazionale non piace quasi a nessuno.
I sindacati, in particolare, si stanno mostrando del tutto contrari, soprattutto perchè l’introduzione della nuova “materia” avrebbe ricadute importanti sulla organizzazione didattica e sui carichi di lavoro dei docenti.
Si tratta quindi di capire se Fioramonti intende dare un segnale di discontinuità anche su questo tema: la soluzione potrebbe essere quella di lasciare alle scuole la libertà di decidere se e come sostituire “Cittadinanza e Costituzione” con l’ “Educazione Civica”.
Ne sapremo qualcosa di più dopo l’11 settembre.

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