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Educazione motoria nella primaria, a che punto siamo?

Mi chiamo Tommaso Ibba, docente di Educazione Motoria nella scuola primaria, e scrivo a nome mio e di tutti i colleghi vincitori di concorso ed abilitati per questo insegnamento nella regione Sardegna, per condividere con la comunità scolastica e con l’opinione pubblica una situazione che sta diventando sempre più critica.

Come molti sapranno, la nostra disciplina è prevista per un totale di 22 ore settimanali di insegnamento frontale, più 2 ore di programmazione. Per formare una cattedra completa servono quindi 11 classi, dal momento che ogni classe ha diritto a 2 ore di Educazione Motoria alla settimana.

Il problema nasce dal fatto che, al momento, la materia è attiva soltanto nelle classi quarte e quinte. Questo limita moltissimo il numero di classi disponibili e rende quasi impossibile costruire cattedre intere all’interno di un singolo istituto. In molte scuole si riescono a comporre solo spezzoni, e le cattedre complete risultano pochissime.

Le conseguenze sono gravi: alcuni colleghi, a distanza di appena un anno dall’immissione in ruolo, si sono già visti dichiarati perdenti posto, costretti a lasciare la sede ottenuta con fatica. Questo crea sconforto e smarrimento, perché il rischio è quello di non riuscire a costruire nessuna prospettiva di stabilità all’interno dell’istituto.

In queste condizioni diventa impossibile garantire continuità didattica agli alunni: se il docente cambia continuamente, la disciplina perde radicamento, identità e progettualità all’interno della scuola. È un paradosso: l’Educazione Motoria nasce per rafforzare il percorso formativo dei bambini, ma oggi rischia di diventare un insegnamento “a intermittenza”, senza continuità né sviluppo futuro.

Crediamo che esistano soluzioni pratiche e concrete, già a portata di mano, che potrebbero migliorare da subito la situazione:

  • la possibilità di completare l’orario anche in altri istituti scolastici;
  • la possibilità di integrare l’orario con attività funzionali o mansioni compatibili;
  • l’apertura al part-time nei casi in cui non sia raggiungibile il monte ore previsto;
  • una riflessione seria e sistemica sul reale fabbisogno, anche valutando l’estensione dell’insegnamento alle classi terze.

Noi docenti crediamo profondamente nel valore educativo e sociale dell’Educazione Motoria: lavoriamo ogni giorno perché i nostri alunni crescano non solo dal punto di vista motorio, ma anche nella consapevolezza del proprio corpo, nella socialità e nel benessere. Chiediamo solo di poterlo fare con dignità e stabilità, senza dover vivere nell’incertezza continua.

Tommaso Ibba – docente di Educazione Motoria nella scuola primaria
a nome dei colleghi vincitori di concorso ed abilitati per questo insegnamento nella regione Sardegna

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