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Aggiornato il 09.02.2026
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Educazione sessuale, il vento è cambiato? Nove docenti su dieci contro il “divieto” fino alle medie – ESITI SONDAGGIO

Laura Bombaci

L’educazione sessuale serve e va fatta anche con soggetti esterni alla scuola: la linea del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e del Governo non piace affatto alla comunità educante composta da docenti, genitori, dirigenti scolastici. Gli addetti ai lavori hanno di fatto sonoramente bocciato lo stop ad attività (seppur esterne alla scuola e ai programmi curricolari) di educazione sessuale fino alla scuola secondaria di primo grado, così come è previsto dall’emendamento a prima firma della deputata Giorgia Latini (della Lega) al Ddl Valditara sul consenso informato.

L’emendamento incriminato

L’emendamento estende il divieto di poter parlare di tematiche sessuali – oltre che ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria – anche a quelli della scuola secondaria di primo grado. 

Il ddl “in materia di consenso informato in ambito scolastico” poi prevede che i genitori degli alunni iscritti nella scuola secondaria di secondo grado debbano essere informati sui corsi che la scuola intende realizzare anche con soggetti esterni in ambito sessuale e che diano sempre il loro assenso scritto per svolgere eventuali corsi formativi. Si tratta di una norma, hanno spiegato i promotori, che nasce dall’esigenza di evitare che le famiglie non siano rese partecipi di scelte educative che vanno al di là di quanto rientra nella ordinaria didattica.

Di recente il ministro Valditara ha però voluto chiarire: non è vero, ha detto, che non si può fare educazione sessuale a scuola; si potrà fare a livello di programmi, come previsto dalle Indicazioni Nazionali del Primo Ciclo e dalle nuove Linee Guida di Educazione Civica.

Il sondaggio

Per capire meglio gli umori del mondo della scuola, La Tecnica della Scuola ha lanciato un sondaggio che ha coinvolto 1.400 persone: 818 docenti, 360 genitori, 24 studenti, 21 dirigenti.

I dati del sondaggio: docenti e genitori d’accordo

I risultati della rilevazione online sembrano particolarmente uniformi: sia i genitori, sia i docenti si sono espressi in modo compatto, sulla stessa linea.

In particolare, l‘85,7% dei docenti si è detto contro il divieto di fare educazione sessuale fino alle medie; analoga percentuale quella dei genitori, che è precisamente pari all’86,59%. Quindi, sostanzialmente, quasi nove docenti su dieci, e quasi nove genitori su dieci credono che a scuola si debbano svolgere questo genere di attività formative.

Dal nostro sondaggio, dunque, non vi sarebbero particolari resistenze sullo svolgimento dei corsi di ambito sessuale da parte dei genitori. E non vi sarebbe nemmeno una chiusura sul tema da parte degli insegnanti.

E nessun dubbio vi sarebbe nemmeno da parte degli studenti: il numero di partecipanti al nostro sondaggio è minore e sicuramente non significativo (solo 21 giovani), ma appare significativo il dato che nessuno tra loro si è detto d’accordo con la direzione che vuole intraprendere il ministro Giuseppe Valditara.

Cosa è cambiato?

A ben vedere, nel 2022 ‘La Tecnica della Scuola’ aveva sottoposto un quesito simile ai suoi lettori. In particolare, avevamo chiesto se fossero favorevoli o meno all’educazione sessuale sin dalla scuola primaria. All’epoca le risposte furono molto diverse: sette genitori su dieci avevano mostrato perplessità. Anche i docenti non erano molto convinti: il 57,6% si espresse in modo contrario.

Sembra quindi che oggi l’educazione sessuale sia percepita in modo diverso e siano caduti, forse, alcuni degli stereotipi che la circondavano.

Precisiamo che l’indagine è stata realizzata dalla testata giornalistica “La Tecnica della Scuola” nel periodo che va dal 16 al 23 ottobre 2025. Hanno partecipato 1.400 lettori. Il sondaggio non ha carattere di scientificità: i risultati derivano da conteggi automatici.

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