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Aggiornato il 24.10.2025
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Educazione sessuale, Valditara ribadisce: “Abolita? Falso, nei programmi c’è. Lotta ai femminicidi indebolita? Sciacallaggio”

Redazione

Educazione sessuale a scuola, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha scelto di fare chiarezza su quanto si sta dicendo in questi giorni, dopo l’approvazione dell’emendamento al Ddl sul consenso informato che vieta attività di questo tipo, fatte da esterni, fino alla scuola media.

“Le funzioni riproduttive, che fanno parte dei programmi scolastici, sono o non sono educazione sessuale?”

Il capo del dicastero di Viale Trastevere ha discusso di questo ai microfoni di Mattino Cinque, su Canale5, oggi, 23 ottobre. “Abbiamo abolito l’educazione sessuale a scuola? Falso. La legge parla chiaro, ‘fermo restando quanto previsto dai programmi scolastici’. Cosa c’è nei programmi scolastici? Parlano di tutta una serie di insegnamenti che saranno tenuti nelle ore di scienze e di biologia che riguardano le differenze sessuali, la procreazione, il concepimento, l’evoluzione fisiologica del corpo, la pubertà, i rischi delle malattie sessualmente trasmissibili”, ha spiegato.

Ed ecco vari attacchi alle opposizioni che lo criticano da giorni: “Le funzioni riproduttive, che fanno parte dei programmi scolastici, sono o non sono educazione sessuale? L’educazione sessuale è contemplata con tutta una serie di insegnamenti forse come nemmeno si faceva prima. Aver affermato che non aiutiamo così la lotta contro le malattie sessualmente trasmissibili? Operazione di mero sciacallaggio. Questo è falso, nei nuovi programmi scolastici se ne parla chiaramente”.

“Un conto è l’educazione sessuale, un conto è la teoria gender”

Non mancano riferimenti alla teoria gender: “Un conto è l’educazione sessuale, un conto è la teoria gender. Noi riteniamo che per i bambini non sia opportuno insegnare che oltre al genere femminile e maschile vi siano altri generi, che vi sia fluidità. Non vogliamo che i bambini piccoli possano avere confusione. Questi discorsi si potranno tenere quando saranno adolescenti, con la scelta delle famiglie, che potranno scegliere questi corsi o corsi alternativi, di matematica o di storia”.

“L’articolo 30 della Costituzione stabilisce che l’educazione spetta alle famiglie. Un conto è l’istruzione, ma l’educazione spetta innanzitutto alle famiglie. Poi la scuola viene a supporto. Vogliamo smentire la Costituzione? La lotta contro i femminicidi è indebolita perché non si insegna la teoria gender. Ma che c’entra? Un tema così drammatico non può essere strumentalizzato dalla politica. L’educazione sessuale serve per una corretta conoscenza del corpo, per la protezione dei rischi delle malattie sessualmente trasmissibili”, ha concluso.

L’emendamento

In particolare, è stato approvato un emendamento a prima firma di Giorgia Latini, con cui viene esteso il divieto di poter parlare di tematiche sessuali – oltre che ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria – anche a quelli della scuola secondaria di primo grado. 

Il ddl “in materia di consenso informato in ambito scolastico” poi prevede che i genitori, alla scuola secondaria di secondo grado, siano informati sui corsi che la scuola intende realizzare anche con soggetti esterni in ambito sessuale e che diano il loro assenso scritto. La norma nasce dall’esigenza di evitare che le famiglie non siano rese partecipi di scelte educative che vanno al di là di quanto rientra nella ordinaria didattica.

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