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Emilia-Romagna: negli asili nido entrano solo i bambini vaccinati

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Per poter frequentare gli asili nido dell’Emilia-Romagna d’ora in poi i bambini dovranno essere vaccinati. Adesso a dirlo è una legge regionale, che fa da apripista per altre Regioni, come la Toscana, e che introduce l’obbligo di somministrare ai minori l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B.

L’obbligo di vaccinarsi per poter essere iscritto a scuola decadde nel 1999, dopo che per trent’anni, e cioè dal 1967, era invece indispensabile per l’iscrizione. Di conseguenza oggi è possibile frequentare la scuola anche senza essere vaccinati.

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L’articolo della legge in questione è stato votato da Pd, Sel, Fdi, Fi, con il voto contrario del M5s (astenuta la Lega Nord).

 

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La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, plaude «all’iniziativa dell’Emilia-Romagna», nel sottolineare che «tutelare la salute pubblica è il nostro grande obiettivo». «Dobbiamo dare ascolto alla scienza – afferma Lorenzin – i vaccini rappresentano lo strumento più importante di prevenzione».

Dubbi sulla costituzionalità della norma vengono però avanzati dal Codacons, secondo cui se la legge «verrà messa inpratica porterà ad una raffica di denunce contro gli asili nido», che rischierebbero di essere denunciati per abuso di atti d’ufficio e violenza privata.

In Emilia-Romagna comunque la percentuale di bambini vaccinati è diminuita negli ultimi anni: dal 2014 è scesa al di sotto del livello di sicurezza del 95% (limite indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità) e nel 2015 la copertura per le quattro vaccinazioni obbligatorie ha raggiunto il 93,4%. Per questo la giunta ha deciso che «la salute delle persone va garantita e protetta, non lasciata a improbabili convinzioni o, per usare le recenti parole sui vaccini del presidente Repubblica, Mattarella, a sconsiderate affermazioni rive di fondamento»

Dure le critiche da parte del M5s: «nessuno si è mai sognato di mettere in discussione l’utilità dei vaccini ma le nostre critiche – ha spiegato – hanno riguardato soprattutto il metodo con il quale si vuole portare avanti questa obbligatorietà che non farà altro che allontanare ancor di più quei genitori che oggi, a causa anche della scarsa informazione, continuano a non voler vaccinare i propri figli. La coercizione non era e non è la strada giusta».