Registrati
29.06.2026

Caldo record, scuole invivibili ma anziché installare i condizionatori in tutte le classi (serve un miliardo) si boccheggia o si mandano a casa gli alunni

Le eccezionali ondate di calore non danno tregua agli italiani: l’ultimo giorno di giugno e il primo di luglio si prevedono ancora più bollenti degli ultimi, tanto che le città con il bollino “rosso”, il segnale di allarme comunicato dal ministero della Salute, diventeranno ben 25, contro le 18 del week end passato. Il maxi-caldo non è però un fattore nazionale: secondo l’Afp, il 29 giugno ben 130 milioni di persone in Europa hanno vissuto con temperature oltre i 35 gradi.

Quali rischi per la salute

Il ministero della Salute italiano ha comunque tenuto a fare sapere che in Italia nelle ultime ore non si sarebbe registrato un aumento di mortalità per il caldo oltre i 65 anni.

In ogni caso, uno dei luoghi pubblici dove la canicola si fa particolarmente sentire è senza dubbio la scuola: sulla carta e per legge, in particolare seguendo quanto scritto nel decreto Legislativo n. 81/2008, il cosiddetto Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, il datore di lavoro ha il dovere di valutare i rischi legati alle temperature estreme e al microclima, anche predisponendo il Documento di Valutazione dei Rischi, adottando misure di prevenzione per evitare stress termici e colpi di calore. Anche perché la scuola, è bene ricordarlo, va equiparata ad un qualsiasi luogo di lavoro e come tale deve rispettare determinati requisiti.

La situazione negli istituti scolastici

Nelle scuole, però, sappiamo anche che l’introduzione di dispositivi anti-calore, come i condizionatori d’aria, non possono essere finanziati direttamente degli stessi istituti autonomi: servirebbe un finanziamento non indifferente, soldi pubblici “freschi”, che solo Governo e Parlamento potrebbero approvare.

Ma di quanti soldi stiamo parlando? Se si stima che per ogni plesso scolastico per climatizzare tutte le aule servirebbero almeno 20mila euro, considerando che gli istituti (compresi quelli non autonomi) sparsi per la Penisola italiana sono in tutto oltre 40mila, il finanziamento pubblico necessario a climatizzare tutte le classi italiane sarebbe pari ad una cifra vicina al miliardo di euro.

Soldi che, al momento, non sembra che la maggioranza dell’Esecutivo Meloni, alla pari di quelli che l’hanno preceduto, abbia alcuna intenzione di spendere.

Le risposte “deboli” delle scuole

Il risultato che negli istituti superiori, dove si stanno concludendo gli esami di maturità, si stanno vivendo ore difficili, con situazioni di disagio e minacce non indifferenti allo stato di salute di studenti e docenti.

Alcuni Comuni, come a Prato, hanno deciso, intanto, di anticipare l’uscita dei bambini che frequentano le scuole dell’infanzia e gli asili nido.

Più attenzione “sui bambini nei campi estivi”

Sempre per tutelare i più piccoli, il capo del dipartimento Prevenzione Maria Rosaria Campitiello ha annunciato che si sta valutando con il ministero dell’Istruzione l’emanazione di una circolare più specifica che richiami l’attenzione sui bambini nei campi estivi, soprattutto quelli in ambienti senza aria condizionata.    

Qualcosa, insomma, si muove. Anche se non è proprio quello che si vorrebbe. Speriamo, inoltre, che non arrivino solo disposizioni tampone, ma si tratti soprattutto di un inizio di presa di coscienza – soprattutto da parte del decisore politico – che a fronte di un problema assoluto e in crescita, quali sono le ondate di calore cicliche, è arrivato il momento di introdurre disposizioni non più occasionali ma decisamente strutturali.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate