Da gennaio 2027 coloro che partecipano a Erasmus Plus avranno un’opportunità in più. E cioè quella di svolgere le attività di mobilità nel Regno Unito, che rientra all’interno del programma dopo gli anni della Brexit. A dirlo nel corso della nuova puntata di Scuola Talk – dedicata proprio al tema dell’Erasmus per gli studenti e il personale docente – è Maria Sofia Di Carluccio, valutatrice Indire, Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, che gestisce il programma Erasmus in Italia. “Tra le novità più significative attese per l’Erasmus, a partire da gennaio 2027, emerge il ritorno del Regno Unito all’interno del programma”, ha detto Di Carluccio. “In questo modo le scuole possono nuovamente pianificare attività di mobilità, inclusi i corsi strutturati e le attività di job shadowing“.
Nel corso degli ultimi anni, ha aggiunto l’esperta, l’assenza forzata di Londra era stata “superata” scegliendo altre mete di lingua inglese. Una strategia resa necessaria dalle circostanze, ma insufficiente a ripianare la mancanza di una nazione fondamentale per storia e cultura. “Sebbene siano state trovate alternative in altri paesi anglofoni, è mancato il contesto britannico che finalmente ritroviamo”, ha detto infatti Di Carluccio. “Il Regno Unito è sempre stato un modello per le best practice sulle metodologie innovative, come il CLIL (Content and Language Integrated Learning, NdR) e lo STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics, NdR), e per il confronto transfrontaliero. Grazie a questo rientro, le scuole possono ipotizzare nuovi partenariati come i KA122, KA210 o KA220“.
Non si tratta dell’unica novità attesa per il programma negli ultimi anni. Studenti e docenti che partecipano al progetto – con un entusiasmo maggiore rispetto alle classiche “gite scolastiche”, stando a quanto emerge da un sondaggio realizzato dalla nostra testata – potranno contare su un approccio diverso. “Mentre il ciclo 2021-2027 si appresta alla conclusione, il nuovo ciclo 2028-2036 sembra ricalcare le priorità attuali, ma con una maggiore attenzione alla qualità della mobilità“, chiarisce infatti la valutatrice Indire. “Se finora si è puntato ad avvicinare le scuole con poca esperienza (il principio dei cosiddetti newcomer), ora si mira a creare un sistema più strutturato e consolidato, dove l’internazionalizzazione sia un processo sostenibile che continui oltre il singolo progetto”.
L’aspetto inclusivo, di conseguenza, verrà ulteriormente rinforzato. Un aspetto non trascurabile, in un momento storico segnato da conflitti sempre più gravi, che possono essere superati soltanto con la spunta del dialogo e del confronto tra culture diverse. Con un’attenzione particolare nei confronti di chi rischia di rimanere indietro, precisa Di Carluccio. “Sarà dato più valore e supporto non solo a chi ha difficoltà di apprendimento o socio-economiche, ma anche alle scuole situate in zone rurali o disagiate“, spiega, “affinché l’Erasmus sia una leva fondamentale di opportunità. Sarà inoltre incentivata la sostenibilità ambientale (mobilità green), privilegiando l’uso di pullman o treni rispetto all’aereo”. Erasmus Plus, insomma, si conferma un’opportunità straordinaria per studenti e docenti.