Erasmus+, tante opportunità anche per i docenti: ecco cosa c'è da sapere

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22.05.2026

Erasmus+, Rusconi (Anp Roma): “Non è vero che i docenti sono pigri, nelle gite ci sono troppe responsabilità, nello stage all’estero no”

Erasmus Plus, il programma di mobilità internazionale dell’Unione Europea, non è solo una questione universitaria. Se nell’immaginario collettivo riguarda soprattutto gli studenti che girano il mondo durante il percorso di laurea, in realtà offre opportunità concrete anche alle scuole: i docenti possono fare esperienze formative all’estero, affinare le competenze linguistiche e arricchire la propria formazione in un contesto europeo.

La Tecnica della Scuola approfondisce il tema nella nuova puntata di Scuola Talk, la trasmissione settimanale dedicata all’attualità del mondo dell’istruzione. In collegamento Serena Raimo, docente e programmatrice Erasmus, Mario Rusconi, presidente di Anp Roma, e Maria Sofia Di Carluccio, valutatrice Indire, l’Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa.

Erasmus+ e viaggi d’istruzione: differenza di responsabilità

Nel corso della puntata, parlando delle differenze tra un viaggio d’istruzione e un viaggio Erasmus+, Rusconi ha affermato: “La narrazione mediatica che dipinge gli insegnanti italiani come pigri o inclini a tirarsi indietro è, a mio parere, profondamente falsa. Conosco bene la scuola grazie alla mia lunga carriera. Nei viaggi d’istruzione tradizionali esistono controindicazioni giuridiche molto pesanti: la Cassazione ha stabilito che il docente deve verificare personalmente la sicurezza del mezzo e della struttura, persino il corretto funzionamento dell’impianto elettrico. Se un ragazzo prende la scossa in hotel, l’insegnante può essere ritenuto responsabile. Per potere controllare tutti gli aspetti di un viaggio di istruzione, un docente dovrebbe non dormire mai, essere laureato in ingegneria organizzativa”.

E continua: “Nell’Erasmus, invece, le garanzie tecniche sono a carico dell’Unione Europea o di chi organizza per essa. Sebbene le risorse non siano infinite, il guadagno professionale, culturale e comportamentale di un’esperienza Erasmus non è paragonabile a quello di una gita. Andare all’estero con un’organizzazione così seria significa fare un vero ‘bagno di educazione civica’, imparando a confrontarsi con culture diverse e a rispettare regole di comportamento differenti”.

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