I docenti sono disponibili a partire in Erasmus+ in qualità di accompagnatori, anche per viaggi lunghi e complessi, anche per viaggi più lunghi ma con i propri studenti più “bravi”: a dirlo, attraverso un sondaggio online della Tecnica della Scuola, sono tre docenti su cinque.
Il dato che emerge è molto interessante: anche se nemmeno in Erasmus+ i docenti ricevono un compenso per la trasferta effettuata, in questo caso cambia il gruppo di studenti che si accompagnano. E questo “particolare” sembra fare la differenza.
In Erasmus+, in effetti, partono quasi sempre solo alunni “selezionati”, con buoni voti soprattutto in condotta: non ci si aspetta, quindi, che vengano accompagnare classi scalmanate o poco interessate ai veri obiettivi del viaggio. Questo, probabilmente, è un incentivo che convince i docenti ad accettare la delicata funzione di accompagnatori.
La proposta di Erasmus+ stride con il modello delle “classiche” visite d’istruzione e gite scolastiche sempre più in declino: ben sette docenti su dieci, secondo un nostro recente sondaggio che ha avuto larga eco nella stampa nazionale, credono addirittura che vadano abolite. Il motivo? Le troppe responsabilità, oltre alla mancanza di un giusto compenso per i docenti accompagnatori dopo l’eliminazione della diaria.
Dal sondaggio emerge, come abbiamo anticipato, la preferenza dei docenti nell’accompagnare gli studenti in Erasmus+ rispetto alle classiche gite scolastiche: darebbero la loro disponibilità a partire, in tale contesto, il 59,8% dei docenti.
Ecco alcune delle risposte aperte dei partecipanti al sondaggio:
“Sono stata con pochissimi studenti (di seconda media!) ed una collega ad Amsterdam. Il programma era molto fitto, per loro ed anche per noi, l’opportunità bellissima, ma purtroppo i criteri di selezione non possono essere davvero oggettivi perché il voto nelle lingue straniere e quello di comportamento variano molto a seconda delle varie sezioni, quindi quasi sempre parte chi è ‘già bravo’ o ha un’ottima famiglia alle spalle, mentre compito delle gite sarebbe quello di essere inclusive e di aiutare chi non ha possibilità di viaggiare (anche a breve raggio!) o di frequentare gli altri”.
“Erasmus solo nei periodi di sospensione didattica. Ci sono i diritti degli studenti da tutelare”.
“Ho fatto due esperienze come docente tutor. Tuttavia qui non si hanno le responsabilità delle gite perché gli studenti sono autonomi, vanno al lavoro e condividono esperienze di co-housing. Pertanto non vado in gita ma sono disponibile a fare da tutor per programmi Erasmus, anche perché alla partenza non firmo alcun incarico di responsabilità”.
“Anche se partecipano alunni selezionati, la responsabilità è eccessiva”.
“Non c’è garanzia che gli studenti si comportino meglio che in gita; per di piú la totale gratuità per loro fa deprezzare il valore dell’iniziativa; inoltre il sistema di selezione dei candidati, pur comprensibile, crea disuguaglianze e malcontento”.
“Non esiste un compenso economico, il docente si occupa sempre si fare volontariato”.
“Mi sono candidata per portare i ragazzi fuori (partiranno un mese, io sarò con loro le due settimane finali) solamente perché sono stati selezionati in base ai voti e soprattutto alla condotta, altrimenti non lo avrei mai fatto”.
Tutte le scuole, dell’infanzia, primaria e secondaria possono partecipare a Erasmus+. I principali destinatari del programma sono:
I docenti, in particolare, hanno moltissime opportunità. Per loro è possibile partecipare a progetti di mobilità da soli o come accompagnatori degli alunni.
In questo caso l’obiettivo, per i docenti, è rafforzare la dimensione europea e la qualità dell’insegnamento, attraverso lo sviluppo professionale, l’apprendimento delle lingue, la condivisione e il trasferimento delle migliori pratiche didattiche o di sviluppo scolastico.
Tra questi ci sono:
Possono partecipare insegnanti, dirigenti scolastici e tutto il personale scolastico non docente in servizio presso l’Istituto; possono partire anche docenti con contratto in scadenza o con contratto annuale purché in servizio nel momento in cui viene effettuata la mobilità.
La sovvenzione Erasmus+ copre i costi di viaggio, vitto, alloggio e corso nel caso della partecipazione a corsi strutturati e offre sostegno organizzativo alle scuole partecipanti.
Per gli alunni ci sono opportunità:
Bisogna specificare che nei bandi Erasmus+ predisposti dalle scuole viene stilata una graduatoria per selezionare gli insegnanti accompagnatori, i cui punteggi mutano in base ai criteri come l’esperienza, gli anni di ruolo, le competenze linguistiche. C’è da dire che in questo caso anche gli alunni vengono selezionati tenendo principalmente conto delle loro valutazioni, in particolare nelle discipline linguistiche e per quanto riguarda la condotta.
Vale la pena anche ricordare che comunque i docenti che partecipano all’Erasmus+ non ricevono pagamenti extra, ma hanno diritto al rimborso del viaggio e ad una copertura delle spese per alloggiare.