Siamo ad aprile, mancano due mesi esatti alla Maturità 2026 (si parte il 18 giugno) e come ogni primavera è il momento di fare qualche scommessa sul toto-tracce della prima prova: quali autori saranno proposti nella prova di italiano?
Come al solito il portale Skuola.net ha provato a sondare le opinioni, le paure e le previsioni degli studenti grazie alla consulenza di 600 maturandi che hanno partecipato alla prima rilevazione del Toto-tracce 2026. In preparazione alla prima prova della Maturità 2026, emerge una netta predilezione degli studenti verso i grandi classici della letteratura italiana, con un legame quasi viscerale per figure iconiche come Gabriele D’Annunzio e Luigi Pirandello.
Nonostante Pirandello e Ungaretti siano stati proposti molto recentemente (nel 2024), i candidati continuano a scommettere sulla loro ricomparsa, affiancandoli a nomi come Verga e Pascoli. Per i docenti, è interessante notare come, oltre ai nomi più prevedibili, quasi 9 studenti su 10 si dicano pronti psicologicamente all’eventualità di un autore “a sorpresa” o poco affrontato durante l’anno scolastico, segno di una consapevolezza crescente riguardo alla variabilità delle scelte ministeriali.
Per quanto riguarda il testo argomentativo, l’attenzione dei maturandi si concentra con forza sugli 80 anni della Repubblica Italiana e del suffragio universale femminile, tema che si presta a un forte collegamento con il programma di Educazione Civica. Altri anniversari sentiti come potenziali tracce includono i 40 anni dal Maxi-processo contro la Mafia e i 25 anni dall’11 settembre. Queste preferenze suggeriscono come gli studenti vedano nell’Esame di Stato un momento fondamentale per dimostrare una cittadinanza consapevole, cercando di rielaborare eventi che hanno segnato profondamente la storia civile nazionale e internazionale.
Le tracce di attualità restano tra le più attese, con un focus preponderante sul rapporto tra giovani e Intelligenza Artificiale, riflettendo le sfide poste dalle nuove frontiere tecnologiche. Tuttavia, il clima geopolitico globale ha un impatto emotivo profondo sulla “Generazione Z”: le scommesse sulle crisi internazionali sono numerose, ma si accompagnano a un pressante bisogno di affrontare temi come la Pace, il Futuro e la Memoria.
Come sottolineato dagli esperti, la Maturità 2026 si configura per i ragazzi non solo come un esame accademico, ma come uno spazio vitale per elaborare le ansie e le complessità del mondo contemporaneo.
Cosa cambierà alla Maturità 2026? La riforma dell’esame di stato si traduce in alcuni articoli nel decreto legge n. 127, del 9 settembre scorso, sulle “misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026”, denominato anche Dl Maturità.
Il decreto è diventato legge lo scorso 28 ottobre con l’approvazione definitiva alla Camera. Come si svolgerà il prossimo esame di maturità? Cosa cambia per docenti e studenti?
Le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri anziché sette, di cui due interni, due esterni e un presidente esterno. Contestualmente, aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e 11 milioni nel 2027. Rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90, e non più da 97.
Il cambiamento è anche formale: si passa dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno all’”Esame di Maturità”.
Inoltre, ci sono importanti novità in merito al colloquio: questo si svolgerà su quattro discipline individuate dal Ministero con decreto, e non si potrà superare l’esame se non si sostiene la prova orale. In questi ultimi giorni del mese, quindi, si conosceranno le materie scelte.
Questa è una risposta al boom di casi di studenti che hanno fatto scena muta per protesta nel corso dell’esame di maturità 2025.