Manca una settimana all‘inizio della Maturità 2026. La dott.ssa Flaminia Giorda, Coordinatrice Nazionale del Servizio Ispettivo e della Struttura Tecnica degli Esami di Stato ha pubblicato un video, sui canali ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in cui spiega le novità dell’esame di quest’anno.
Giorda, nel video, ha parlato innanzitutto del cambio di denominazione da “esame di stato” a “Maturità”: “Non è solo un cambio formale ma sostanziale. L’esame è chiamato a valutare non solo conoscenze ma anche l’autonomia, la responsabilità del candidato”.
“Le tre prove vanno svolte regolarmente tutte. Non è quindi più ammissibile che un candidato rifiuti di fare un colloquio. Cambia più profondamente il colloquio. Dovrà consistere in un dialogo tra voi e gli esaminatori. Non inizierà più con del materiale da commentare rispetto al quale fare collegamenti tra discipline, comincerà con una breve riflessione vostra sul vostro percorso personale”.
“Un altro aspetto che muta nell’esame è quello del cosiddetto punteggio integrativo, il cosiddetto bonus. Diciamo che è stata alzata l’asticella per l’ottenimento di questo punteggio integrativo: mentre prima potevano aspirarvi i candidati con ottanta punti tra credito e prove ora se ne richiedono novanta. Il massimo del punteggio integrativo è tre punti e non cinque”.
“L’ultima novità riguarda gli esaminatori. Il Mim ha predisposto un piano di formazione che si può fruire proprio in questi giorni ma resterà disponibile fino a settembre in piattaforma Scuola Futura”, ha concluso.
Ma cosa cambierà alla Maturità 2026? Ecco una piccola guida:
Innanzitutto, le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri complessivi, anziché sette, di cui due interni, due esterni e il presidente esterno.
Aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e ben 11 milioni nel 2027. Il compenso dei commissari, però, rimane sempre lo stesso, fermo al 2007, quindi da quasi vent’anni fa. Viene rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90/100, e non più da 97/100.
Si passa poi dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno alla dicitura “Esame di Maturità”.
Con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, e le quattro discipline oggetto di colloquio, per ogni indirizzo. Stop anche al documento iniziale del colloquio.
Inoltre, c’è un nuovo indicatore nella griglia del colloquio, d’ora in poi: si tratta del “grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”.
L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, per evitare le “scene mute” degli studenti del 2025, ma anche degli anni precedenti, con studenti che hanno deciso di non svolgere il colloquio per protesta, sapendo comunque di avere raggiunto un punteggio tale nelle prove scritte per arrivare al diploma.