Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 4 settembre 2025, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Tra le diverse norme approvate, una riguarda gli esami integrativi.
Qualche giorno fa avevamo dato notizia della sentenza del Consiglio di Stato, Sezione Settima, n. 3250/2024, con la quale i giudici hanno stabilito che l’esame integrativo obbligatorio per il passaggio a una classe corrispondente di diverso indirizzo non è più previsto dall’ordinamento giuridico italiano, in virtù dell’abrogazione della norma che lo imponeva e di un’evoluzione legislativa che favorisce la flessibilità dei percorsi e l’autonomia didattica delle scuole.
Le scuole devono invece adottare misure di accompagnamento e supporto per gli studenti che decidono di cambiare percorso.
Il decreto-legge approvato il 4 settembre introduce una nuova regolamentazione dei passaggi tra indirizzi di studio delle Scuole secondarie di II grado: nel primo biennio gli studenti potranno beneficiare di interventi mirati di sostegno, mentre nel triennio conclusivo sono previsti esami integrativi.
“Si tratta – scrive il MIM – di una opportunità educativa, volta a contrastare la dispersione scolastica e ridurre l’insuccesso formativo“.