Oggi più che mai imperversa una comunicazione priva di controlli, spesso senza verifica delle fonti e che lascia il fruitore con un dubbio: sarà vero? Una ricerca Ipsos Doxa, dedicata ai consumi informativi degli italiani, presentata il 10 luglio al Premio Ischia internazionale di giornalismo, ci dice ora che quasi un italiano su due afferma di essere incappato almeno una volta in una notizia falsa, accorgendosi solo in un secondo momento di avere ingenuamente creduto al suo contenuto, mentre oltre la metà ritiene sempre più difficile orientarsi verso un’informazione di qualità.
L’indagine, condotta nel giugno 2026 su un campione di 1.500 persone tra i 16 e i 65 anni, fotografa un pubblico che continua ad attribuire un valore elevato all’informazione, pur in un contesto segnato dalla moltiplicazione delle fonti e dalla crescente diffusione delle piattaforme digitali: il 93% degli intervistati considera importante rimanere informato e tre persone su quattro ritengono di dedicare alle notizie il tempo necessario.
Il problema è che il ruolo tradizionale di televisioni, radio e quotidiani si affianca sempre più a quello di social network, creator, influencer e altri intermediari che – soprattutto tra i più giovani – contribuiscono alla circolazione delle notizie.
Quando però si parla di affidabilità dei contenuti subentrano le perplessità: il 51% del campione interpellato sostiene che oggi non è facile imbattersi in un’informazione affidabile. E il 48% dichiara di aver creduto almeno una volta a quella che poi si è rivelata una fake news.
Dalla ricerca emerge poi una domanda di maggiore attenzione verso temi come ambiente, innovazione tecnologica, salute e benessere psicologico, ritenuti ancora non sufficientemente coperti dall’offerta informativa.
L’impressione, per molti, è che l’approdo dell’intelligenza artificiale possa peggiorare le cose: da una parte vengono riconosciute le potenzialità degli strumenti di IA generativa, dall’altra prevale il timore che possano favorire la produzione di contenuti falsi o manipolati. Tra gli under 35, tuttavia, cresce il ricorso ai chatbot, considerati come supporto valido per verificare le informazioni.
Per il futuro, comunque, saranno sempre telegiornali e siti di informazione a rimanere i riferimenti principali per informarsi, anche se proprio i chatbot, basati sull’intelligenza artificiale, sembrano comunemente destinati a vestire il ruolo di canali che assumeranno un peso iper-crescente, soprattutto tra i più giovani.