Breaking News
22.11.2025

Famiglia nel bosco, bimbi allontanati dai genitori. Meloni interviene, Gramellini: “Perché lo Stato non è solerte in altri casi?”

Continua a tenere banco la questione relativa ad una famiglia anglo-australiana che vive in un bosco, immersa nella natura, in Abruzzo. La famiglia, composta dai genitori e tre figli minorenni, vive senza acqua o elettricità. I figli della coppia non hanno mai frequentato la scuola: ricevevano istruzione privata.

Il Tribunale dei Minori dell’Aquila ha deciso, una volta scoperto il caso, di allontanare i bambini dai genitori per affidarli ad una struttura protetta. Da qui molte critiche: c’è addirittura una petizione a favore della coppia che voleva educare i figli in natura.

Anche il mondo della politica è intervenuto. Il vicepremier Matteo Salvini ieri si è espresso così: “Trovo vergognoso che lo Stato si occupi delle scelte di vita personali di due genitori che hanno trovato nell’Italia un paese ospitale e che invece gli toglie i bambini”. “A voi sembrano un papà e una mamma pericolosi, a cui strappare tre bambini felici???”, ha scritto oggi su Facebook, pubblicando un video che mostra l’abitazione della famiglia.

Come riporta Il Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha chiesto alla procura generale dell’Aquila una relazione completa in merito alla vicenda. Si tratta di un passaggio preliminare per poi decidere se andare avanti con il percorso di tutela dei bimbi (e dunque di separazione dai genitori) ma soprattutto con l’invio degli ispettori al tribunale dei minori de L’Aquila

Il ministro è stato chiamato ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha sollecitato “un intervento immediato” mostrando “grande preoccupazione per quanto sta accadendo” e ha chiesto di essere via via informata sull’iter giudiziario della vicenda dopo essersi detta “colpita” dalla storia.

Il commento di Gramellini

A fare un commento sulla vicenda è stato il conduttore e giornalista Massimo Gramellini, che ha immaginato di parlarne con sé stesso.

“Vi riporto la trascrizione di una telefonata appena avvenuta tra me e me. 
«Da cittadino italiano non mi riconosco in uno Stato che strappa i figli alla coppia che ha deciso di abitare nei boschi». 
«La madre è rimasta coi bambini». 
«Per ora. E in un posto abitato. Che male facevano a vivere secondo natura?». 
«Parli tu che, dovunque vai, per prima cosa chiedi la password del wi-fi?». 
«Ma io sono contaminato dalla civiltà. La loro invece è una sfida romantica che ricorda Walden, il capolavoro di Thoreau, lo scrittore che visse per due anni dentro una capanna». 
«Da solo. Non puoi imporre ai figli la tua visione del mondo». 
«E trovi giusto che lo Stato imponga la sua?». 
«Gli assistenti sociali scrivono che nel casolare mancavano i servizi igienici e che i bambini vivevano isolati». 
«Perché invece i nostri, rinchiusi in camera col telefono, non sono forse isolati? Almeno nel bosco non c’è campo». 
«Quei genitori sono dei provocatori. Quando gli è stato chiesto di sottoporre i figli agli esami medici di routine, hanno risposto: solo se ci pagate 50 mila euro a bambino». 
«Ma uno potrà non credere nella scienza e nel cosiddetto progresso che ci ha resi tutti isterici e ansiosi, senza incorrere nelle ire della legge? E ti spacci pure per liberale!». 
«Liberale, non anarchico. Se ognuno vivesse come gli pare…». 
«E allora perché il tuo Stato non è altrettanto solerte nel togliere i figli a chi li sfrutta mandandoli a rubare?».

Ho messo giù perché non sapevo che cosa rispondermi”.

I genitori faranno ricorso

Nel frattempo, riporta Open, l’avvocato della famiglia ha annunciato che farà ricorso contro la decisione del tribunale dei minori dell’Aquila. “Nella sentenza di ieri sono state scritte falsità. Sono andati in cortocircuito. Nell’ordinanza si insiste ancora sull’istruzione dei minori che, secondo i giudici, non avrebbero l’autorizzazione all’home schooling. Alla più grande viene anche contestato l’attestato di idoneità per il passaggio alla classe terza perché non ratificato dal ministero. Attestato che, invece, c’è ed è anche protocollato”, spiega il legale.

Nel mirino del giudice ci sarebbe anche la scelta dei genitori di fare diventare la loro storia un caso mediatico, parlando di “nuove condotte genitoriali inadeguate” perché avrebbero “diffuso dati idonei a consentire l’identificazione dei minori, diretta, anche attraverso foto che li ritraggono”. Secondo il Tribunale, il tutto sarebbe stato messo in atto dai genitori solo “per conseguire un risultato processuale ad essi favorevole”.

Il punto dolente: l’istruzione dei bambini

Il punto che crea più dibattito è quello sulla scuola. Lei australiana, ex istruttrice di equitazione, e lui, inglese, ex chef, hanno scelto per i loro tre figli l’unschooling. Cosa significa unschooling? Che i loro bambini non frequentano una scuola come tutti gli altri ma l’istruzione viene impartita dai genitori seguendo un percorso autoguidato e “spontaneo”. “Non vogliamo portarli a scuola. Vogliamo che crescano qui nella natura. Imparano dai libri che abbiamo in casa (inglese, italiano e matematica) ma soprattutto guardando noi lavorare nell’orto, fare il pane, cucinare, usare la motosega – aveva detto il papà -. È un modo diverso di acquisire nozioni. Non solo studiando su un libro”.

La famiglia vive nel casolare in pietra senza acqua corrente, senza gas, senza un bagno all’interno delle quattro mura domestiche, senza allacci di corrente elettrica. Un pannello fotovoltaico garantisce loro quel poco di luce che serve in casa per ricaricare il cellulare utilizzato per le emergenze. Mangiano quasi esclusivamente ciò che regala la terra. Ma sembrano assai felici. Chiunque li abbia incontrati ha raccontato di una famiglia unita e serena. Il budget mensile  per la spesa e la benzina non supera i 300 euro.

Come fanno a procurarseli? Nessun sussidio dal Comune. La madre dichiara di ricavare qualche denaro alla sua attività di consulente  sui temi del benessere psicofisico e dalla rendita di beni familiari che la donna ha ancora in Australia. Il marito, si occupa invece dell’orto e provvede a procurare cibo alla sua famiglia oltre che fare piccoli lavori artigianali.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate

I nostri Corsi