Breaking News
06.02.2026

Famiglia nel bosco, la maestra dei bimbi: “La madre? Ingombrante, come può essere una mamma all’interno di una classe”

Come stanno andando le lezioni della maestra in pensione ai tre bambini della famiglia che vive nel bosco, in Abruzzo, allontanati dai genitori a novembre? A raccontarlo è stata proprio la docente, ai microfoni de La Repubblica, dopo che qualche giorno fa ci sarebbe stato un piccolo diverbio tra lei e la madre.

I bambini erano abituati a fare unschooling: dal 13 gennaio, stanno seguendo le lezioni con la docente in questione. “Per ora abbiamo rispettato le indicazioni iniziali: lezioni dal lunedì al giovedì di un’ora e mezza l’una, più lunghe sarebbero noiose e poco efficaci. Soltanto un paio di volte le abbiamo accorciate, i fanciulli erano distratti, svogliati, come capita a tutti i bambini del mondo. Per il resto, hanno seguito. E dimostrato di essere svegli”, queste le sue parole.

Nelle classi in cui ho insegnato per 43 anni i primi risultati si vedevano a novembre, due mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico. Qui abbiamo fatto due settimane di lezione. Alcuni piccoli progressi si vedono, ma è davvero presto”.

Ecco cosa ha raccontato sulla madre: “Nessuno screzio, riesco a gestirla. Certo è ingombrante, come può essere una mamma all’interno di una classe. Un giorno mi ha citato la scuola steineriana, ho capito che crede in quella filosofia educativa che consente ai bambini di crescere liberi fino a otto anni, nel loro caso giocando in un bosco e imparando dall’esperienza. Il problema è che non capisco bene molte delle cose che dice. E’ colpa mia, non so l’inglese”.

A quanto pare l’ex maestra non conosce la scuola steineriana: “Quello che ho iniziato a leggere su Wikipedia. Sono abituata alle lezioni frontali, al metodo classico”. Poi ha concluso: “Sono stremata, l’attenzione mediatica mi toglie il sonno. Dopo questa conversazione non dormirò tutta la notte: avrò detto qualcosa di sbagliato?, avrò rivelato dati sensibili? E’ un peso insostenibile, credo che spegnerò il telefonino e non mi farò più trovare”.

“Sono sprovveduta”

L’ex docente 66enne, nella giornata della prima lezione ai bambini, ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera. “Non giudico, insegno”, questa la risposta a quanti vogliano strapparle dettagli o peggio giudizi su genitori e figli. 

“Io ho visto solo dei bimbi belli e bravi. Li ho conosciuti, mi sono parsi bimbi educati ma un’ora e mezza è troppo poco per formarsi un’opinione. Occorre più tempo”, ha aggiunto. “Sono stati seduti al loro posto con educazione, mi sono sembrati tranquilli e volenterosi, credo si possa lavorare bene. Ascoltavano quello che dicevo con molta concentrazione”.

“Con la mamma c’è stata una stretta di mano, non mi pare abbia vissuto la mia presenza come un fastidio, anzi”, ha rivelato. Ecco qual è il suo approccio: “Il mio è un approccio fonematico, studiamo i suoni corrispondenti alle lettere dell’alfabeto e da qui ho iniziato. Ma non applicherò questo schema con rigidità, diciamo che, con il trascorrere del tempo, vedendo come reagiranno all’approccio, lo modulerò a seconda delle loro esigenze: è ancora presto per stabilire le lacune”.

“Generosa? Sono anche molto sprovveduta, in verità”, ha concluso.

“Risultati dell’unschooling mediocri”

Come spiegato da La Tecnica della Scuola, Nathan e Catherine, i genitori, sono contrari alla scuola tradizionale, e hanno scelto per i loro figli un’altra strada. “I genitori perseguono i loro principi di educazione unschooling“, conferma Repubblica, “affidata a quello che i tre figli vogliono, giocare con gli animali, cucinare dolci, fare la calza”. Peccato che, secondo le autorità chiamate a pronunciarsi sul caso, tutto ciò non sarebbe sufficiente. “I risultati di alfabetizzazione sono stati fin qui mediocri, preoccupanti se visti con lo sguardo e la responsabilità dello Stato”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate